Loud like Love

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"For all of our youth

We have craved them

Their beauty and their truth"

Placebo – Loud Like Love

Westeros su Google Maps?

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Too many friends, too many people

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I got too many friends too 
many people that I'll never 
meet and I'll never be there 
for I'll never be there for 
cause I'll never be there. 

"Too many friends" – Placebo

Una bellissima canzone dei Placebo. Si parla del mio pane quotidiano – app e social network – ma il punto di vista è diverso dal solito. L'entusiasmo di essere connessi con il mondo è scemato e lascia spazio a una malinconica sensazione di solitudine: troppe persone (tanti fan, nel caso di Brian Molko), troppi amici con cui vorresti condividere la tua vita e le tue esperienze… amici per cui non sarai mai presente, se lasci che la tua vita sia dominata da un telefono e da un computer.

Detto da me sembra un'eresia, vero?

It’s the end of the world as we know it (and I feel fine)

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Non c'era giorno migliore per ricominciare a scrivere qualcosa su questo blog… 21 dicembre 2012, la fine del mondo!

Massimo rispetto per i Maya, ma ho i miei dubbi. Forse abbiamo sbagliato la traduzione, un po' come il Liga con la sua "A che ora è la fine del mondo?". Bella cover, ma l'originale è di un altro pianeta e porta un messaggio completamente diverso.

E' la fine del mondo per come lo conosciamo. Una data puramente simbolica per farci riflettere sulle cose che abbiamo sempre dato per scontato e che si sono rivelate illusioni o bugie. La mia "fine del mondo" è arrivata con discreto anticipo, e negli ultimi due anni la voce più insistente è stata quella che mi ricordava che forse i miei sogni erano fuori luogo, un po' troppo grossi. L'immagine più appropriata è la vocina che in perfetto spagnolo ti dice "Lo siento, Marco". Con quel tono un po' stronzo, non so se rendo l'idea.

And I feel fine

Non ho ben capito cosa ci fosse di fuori luogo nel sognare un po' di normalità, ma non importa. La fine del mondo è arrivata, eppure…. I feel fine, mi sento bene. Certe cose puoi solo accettarle, o lasciare che ti rovinino la vita. Io ci ho fatto un giro, li sul fondo, e non mi è piaciuto per niente…

Niente paura, ci pensa lei

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Indre Sorokaite

Indre dopo aver messo a segno il punto della vittoria contro Bergamo. 3-2 dopo oltre due ore e mezza di gioco!

Pallavolo – 2° Memorial Pastore

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Ieri al Palaburgo di San Mauro Torinese si è svolto il 2° Memorial Pastore. Di fronte la Duck Farm Chieri Torino e la Universal Modena (Modena ha vinto l'incontro per 3-1).

 

Le foto che ho scattato sono nella gallery, come sempre!

Alex Zanardi

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Alex Zanardi è una persona straordinaria.

Undici anni ha visto la morte in faccia, quando in un terribile incidente ha subito l'amputazione di entrambe le gambe. Lo davano per spacciato, rischiava di morire dissanguato. Aveva già ricevuto l'estrema unzione ancora prima di essere trasportato in ospedale in elicottero.

Immagine anteprima YouTube

Due settimane in coma, poi il ritorno alla vita. Una persona "normale" probabilmente sarebbe già stata contenta così, oppure avrebbe passato il resto del tempo a piangersi addosso o a lottare contro la depressione.

Alex ha risposto così:

Ieri Alex Zanardi ha vinto la medaglia d'oro alle Paralimpiadi di Londra. Di fronte a storie come la sua, sinceramente provo vergogna. Vergogna per ogni volta in cui ho permesso a qualche stupido problema di farmi dimenticare che niente è impossibile. Vergogna per ogni volta in cui ho gettato la spugna senza lottare. Vergogna e rabbia per tutte le volte che "sono morto a vent'anni", per dirla come Il Cile.

Rinunciare a lottare significa morire dentro.

Questa è la lezione che chiunque dovrebbe imparare da Alex.

Juventus Stadium & Museum Tour

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Juventus Stadium Tour e J Museum. Non potevo esimermi dal godermi queste due esperienze, specialmente dopo lo Scudetto degli Invincibili.

Lo Stadium Tour parte dall'entrata del museo, ma inizia ufficialmente quando ci si avvicina all'entrata della tribuna d'onore, su cui campeggia in bella mostra il tricolore, con tanto di "30" e di tre stelle.

Superate le porte a vetri, l'impressione è quella di essere nella hall di qualche hotel ultra moderno, altro che stadio. Il tour è diviso in tre fasi: lo stadio visto con gli occhi del tifoso, lo stadio visto con gli occhi del giocatore, la camminata delle stelle. Non vorrei fare il precisino, ma in questa area dello stadio si può parlare di tutto tranne che di "tifoso". Diciamo che questa è l'area VIP, e ogni particolare ce lo ricorda…. Giusto così, per carità, parliamo di settori dello stadio in cui un abbonamento costa dai due ai sei/sette mila euro!

Lo stadio visto con gli occhi del tifoso è fantastico. Lo stadio visto con gli occhi del VIP è spaziale. Entriamo nel club Gianni e Umberto Agnelli (il club più elitario): ora siamo nel ristorante, con schermi su cui vengono proiettate le immagini della partita e di altri eventi sportivi. Due porte scorrevoli ci consentono di arrivare finalmente alle tribune. Io ci sono abituato a questo Stadio, ma ogni volta mi manca il fiato!

Rientriamo e iniziamo il percorso del calciatore, percorrendo i corridoi che accompagnano verso il luogo sacro per eccellenza: lo spogliatoio della Juventus. Al Bernabeu (almeno qualche anno fa) viene consentito di visitare solo lo spogliatoio della squadra ospite. Qua no, si entra in quello della Juve. I posti sono disposti secondo una "U rovesciata": i due posti più importanti l'anno scorso erano assegnati al Capitano Alex e a Pirlo, due esempi di carisma e di classe. Chissà chi prenderà il posto di Alex quest'anno!

Le mura dei corridoi sono tappezzate di immagini dei nostri trionfi e di frasi dei campioni del passato (tipo Davids che racconta "alla Juve ho imparato a Vincere"). Non fa parte della visita, ma so che di fronte all'uscita dello spogliatoio degli ospiti c'e' un muro con il riassunto di tutti i nostri trofei.

Si torna in campo, questa volta al livello del terreno di gioco. L'ho già detto, ma c'e' da perdere il fiato.

Poi si abbandona il campo e inizia la camminata delle stelle, dalla tribuna ovest si va verso la curva sud per poi finire il tour davanti al Museum.

Il Museum (visitabile anche senza il Tour dello stadio) è piccolino ma gradevole. La prima sala è quella dei trofei, e sfido chiunque a rimanere impassibile di fronte alla quantità mostruosa di trofei vinti in un secolo e oltre di storia. In centro alla sala fanno bella mostra i nuovi arrivi, il trofeo del campionato 2011-12 e la Supercoppa Italiana.

 

Queste foto fanno parte della galleria fotografica che trovate QUI.

“Come voi… nessuno mai”: ora disponibile…. OVUNQUE!

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Ecco tutte le piattaforme dove è disponibile il mio ebook "Come voi… nessuno mai" :

  • App Store (richiede iPad 2 o successivi)
  • Amazon (formato Kindle, supportato da Kindle, dispositivi Android, Windows, Mac, iPhone  e iPad)

In alternativa, potete scaricare il PDF tramite questo bottone:

Come voi... nessuno mai

 

Il prezzo è diverso a seconda della piattaforma. Su App Store l'ebook si scarica gratuitamente, l'ebook è interattivo e contiene gallerie fotografie "extra". Su Amazon il prezzo è di €2,68 e si ottiene l'ebook in formato adatto al Kindle o ai dispositivi dove è possibile installare il Kindle Reader. Il PDF è disponibile al prezzo simbolico di €1.

Ecco la descrizione di "Come voi… nessuno mai":

"Come voi… Nessuno mai" è il primo ebook fotografico italiano dedicato a una squadra di pallavolo: il Chieri Torino Volley Club. Interamente curato da Marco Marengo, questo ebook raccoglie più di 250 immagini che accompagnano il lettore attraverso le 10 partite casalinghe della stagione 2011-2012. Dalla sconfitta nel derby piemontese contro Novara alla sfida alle emiliane (Modena e Piacenza, protagoniste nella Final4 di Coppa Italia). Dalle battaglie contro il gotha della pallavolo italiana (Bergamo, Villa Cortese, Busto Arsizio) alla drammatica ricerca di punti salvezza contro Urbino e Parma, fino alla meritata festa salvezza al PalaFamila di Chieri. Completano l'ebook le immagini delle ragazze di Chieri, del mister Alessandro Beltrami e della Bombonera, il cuore del tifo Chierese.

SuperLeo, SuperSimo, SuperAntonio

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Dopo la odiosa pausa nella finale di Roma, siamo tornati a fare quello che ci riesce meglio: Vincere. In tutta sincerità, la SuperCoppa Italiana è un trofeo secondario, giocato in un periodo infelice con squadre ancora in divenire o preparazioni atletiche completamente sballate.

Allora perchè tutto questo clamore? Facile: perchè è la risposta giusta a una "giustizia" INGIUSTA. Questa è la vittoria di Leonardo Bonucci, di Simone Pepe e del Mister Antonio Conte. E' la vittoria di Gigi Buffon. Ed è la vittoria di tutti gli Juventini che sono stufi delle "anticipazioni" della Pravda Rosa, dai deliri del signor Travaglio e dalle sfuriate senza senso del presidente del Napoli.

Tutti gli altri posso accomodarsi nel tunnel del Bird's Nest, mi dicono che ci sia ancora spazio.

Noi stiamo fuori a festeggiare.

 

PS: Prima che il classico ultrà da bar sport si lanci all'attacco con l'altrettanto classico "avete rubato", ecco alcuni dati statistici della partita di oggi (fonte Panini Digital / Lega Serie A, trovati su tuttojuve.com):

 

Possesso Palla
Juventus 68% 
Napoli     32%

Tiri dentro/totali
Juventus   8-20
Napoli       6-12

Palle giocate
Juventus     946
Napoli         488

Passaggi riusciti
Juventus      75.5%
Napoli          51.7%

Supremazia territoriale
Juventus      18' 59"   
Napoli           06' 16"

Pericolosità

Juventus 70.3%, Napoli 39%

Falli commessi
Juventus 20, Napoli 21

Angoli
Juventus 7, Napoli 5