ARBITRI: Gini di Cagliari, Piana di Modena PARZIALI: 25-18 (23'), 24-26 (28'), 25-22 (26'), 25-15 (24')
TORINO – Quasi quattromila presenze ed un entusiasmo contagioso sugli spalti hanno fatto da cornice ad un match in cui il Chieri Torino Volley Club coglie il primo successo stagionale da tre punti ed aggancia Conegliano a quota 8 in graduatoria. Sugli scudi Pavlovic e Corvese (mvp “La Tosta di Tosti) autrici rispettivamente di 24 e 18 punti. Le biancoblù nel primo set giocano con grande sicurezza prendendo il largo già della seconda sospensione tecnica (16-9) con Pavlovic in evidenza: 7 punti nel parziale. La squadra di Beltrami è aggressiva e la Riso Scotti ne paga le conseguenze come testimonia il netto 25-18 con cui si conclude la frazione di apertura. Chi si aspetta vita facile però viene deluso perchè la formazione di coach Lotta prende le misure, soprattutto a muro, diventando maggiormente insidiosa in attacco. Parziale sempre in equilibrio dal 14 pari al 21-21. Pavia prova l'allungo decisivo con il muro vincente del 21-23, ma le biancoblu di casa non perdono la pazienza e riequilibrano le sorti sul 24 pari con ace di Giogoli. Ai vantaggi le pavesi trovano l'allungo decisivo. Dal terzo set le piemontesi entrano in campo lo spirito giusto conducendo sempre le danze. L'avvio è di quelli roboanti (8-2). Le padrone di casa si portano sul 18-15 e respingono gli assalti delle avversarie che provano a rimanere attaccate al set fino al 20-19, poi la reazione del Chieri Torino Volley Club è di quelle concrete. Lo dimostra il 24-20 targato Pavlovic, prima del 25-22 finale. Nel quarto set le ragazze di Beltrami danno il meglio. Dopo un avvio punto a punto fino al nove pari prendono definitivamente il sopravvento chiudendo il match sul velluto (19, 20-13). Punteggi che mettono i titoli di coda alla partita.
TORINO – Al Chieri Torino Volley Club non riesce di trovare la seconda vittoria consecutiva. Viene stoppata da un Piacenza più incisivo e cinico. Dopo aver recuperato lo 0-1 iniziale, aggiudicandosi il secondo set, la formazione piemontese ha pagato dazio. Peccato dopo un primo set in cui le biancoblu di casa sono state in vantaggio 18-15 ed aver lottato ad armi pari per tutto il parziale con la parità fino a quota 19 ed una seconda frazione di gioco condotta sempre ampiamente, anche di sei lunghezze (16-10). Ottenuto l’uno pari in maniera più che meritata però la maggior concretezza delle piacentine ha finito per fare la differenza. Così le sorti del match si sono incanalate dalla parte ospite. Terza e quarta frazione di gioco praticamente in fotocopia. Le ragazze di Marchesi hanno messo il turbo rispettivamente sull’ 11-15 e dopo il 15 pari delle frazione conclusiva. Già perché poi hanno messo a segno dieci punti consecutivi scrivendo la parola fine sulla partita.
E' curioso come alcuni gruppi musicali riappaiano sulla scena proprio nei momenti in cui possono lasciare il segno dentro una fase della mia vita. Mi riferisco ai Bush, tornati in auge con il singolo "The Sound Of Winter". Saranno meno giovani e meno incazzati rispetto a Sixteen Stone, ma sono sempre loro.
The sound of winter mi fa riflettere. Mi fa pensare a questo momento così particolare della mia vita: mai come ora ho sentito la necessità di lasciare un segno nel mondo. E' una frase stupida, detta così, me ne rendo conto. Mi sembra di perdere tempo, di non fare abbastanza, di sprecare la vita che mi è stata donata. Mi sembra di vivere di rendita dopo aver indovinato un terno al lotto, ma non è una situazione sostenibile. Devo, devo, devo, devo, devo lasciare un segno. Una fotografia, un'app, qualsiasi cosa pur di dimostrare di esserci.
Mi fermo. Rifletto.
Di nuovo mi vengono in mente spiegazioni che molti troveranno stupide. Ma io sono una persona semplice. Ottobre è stato il mese in cui il la vita ha salutato due persone completamente diverse: Steve e Sic. Sapevo di ammirare il primo, un genio indiscusso della tecnologia, l'uomo che con la sua tenacia e la sua fantasia ha plasmato il futuro. Sapevo che il keynote di giugno sarebbe stata l'ultima volta in cui l'avrei visto, eppure la notizia della sua morte mi ha lasciato senza parole, letteralmente. Non immaginavo di sentire la mancanza di Sic, non immaginavo di poter piangere per quel capellone col numero 58. Dice bene Gramellini: "è come se ci avessero ammazzato il futuro".
E a proposito di gruppi che riappaiono quando sanno di lasciare il segno: i Negrita. "La vita incandescente".
"La vita è incandescente
è istinto primordiale
chi non si è fatto male
non l'ha vissuta mai…"
Cara vita, ti assicuro che stai facendo del male. Basta per dire che ti sto vivendo?
"E sopra il comodino
un Cristo personale
ci può giustificare
e ci perdonerà"
Ho letto alcune interpretazioni di questa canzone, e la frase piu' gettonata è "non piacerà agli atei". Non la penso assolutamente così… non credo che il Cristo di cui si parla in "la vita incandescente" sia una figura religiosa, tantomeno il Cristo dei cattolici. Secondo me il Cristo personale non è altro che quello che riusciamo a trovare dentro noi stessi, punto e basta. Affidarsi solo ad aiuti esterni nei momenti di difficoltà è pericoloso, la forza di rialzarsi deve sempre venire principalmente da dentro.
Ieri sono stato molto diretto nell'esprimere le mie critiche nei confronti della Festa delle Birre Piemontesi organizzata da Eataly. Oggi nella mia casella di posta ho trovato una piacevole sorpresa, ovvero una risposta da parte della società che segue La Granda in Mezzo al Pane.
In tutta sincerità non mi aspettavo assolutamente di ricevere una risposta, dopotutto le critiche non fanno piacere a nessuno. Non solo sono stato smentito, ma mi sono trovato di fronte a una assoluta dimostrazione di stile: nessuna scusa accampata, un ringraziamento per le critiche costruttive e un invito in Piazza Solferino per verificare di persona la qualità del Giotto e delle patatine.
La qualità di una azienda si misura a 360 gradi: scelta delle materie prime, cura nella produzione, offerta al cliente e servizi post-vendita. Non è facile mantenere costantemente alto il proprio livello ed eventi spiacevoli come quello di ieri sono sempre in agguato, ma gesti come questo sono un ottimo indicatore.
(segue una lettera aperta a Eataly Torino, scritta dopo aver partecipato all'edizione 2011 di Utuberfest – Festa delle birre piemontesi)
Buongiorno,
Vi scrivo per raccontarvi le mie perplessità a proposito dell'evento "festa delle birre piemontesi" a cui ho avuto modo di partecipare oggi domenica 23 ottobre 2011.
Voglio iniziare con i complimenti: l'iniziativa è lodevole ed è giusto che Eataly si faccia portavoce dei (micro)birrifici italiani. Inoltre a mio avviso il prezzo da voi proposto di €10 per 6 degustazioni (1,2 litri) è perfetto, come perfetto è stato il servizio dei ragazzi al banco delle birre e di tutto il personale della sala. Rispetto all'anno scorso mi pare che non ci siano piu' stati problemi di approvvigionamento delle birre: forse perchè mancavano birre "speciali"?
Purtroppo questa mia mail non si ferma ai complimenti… Insieme alla degustazione di birra ho ordinato un hamburger "Giotto". Potete vedere dall'immagine in allegato che la cottura è stata quantomeno deludente: io sono un fan della carne cruda, ma non degli hamburger crudi. Posso accettarli ovunque, ma non da un presidio di Slow Food. Non è semplicemente accettabile. Non è nemmeno accettabile la sottiletta utilizzata al posto del formaggio nel Cisgiotto.
Purtroppo devo estendere questa mia perplessità anche ai prodotti di La Granda in mezzo al pane (piazza Solferino), e in particolare alle patatine fritte che sono molli e insapori.
Nel locale (sala duecento) mancava un cartellone che elencasse chiaramente quali erano le birre disponibili e le loro caratteristiche: l'unico manifesto era a fianco del bancone ed era scritto con caratteri davvero minuscoli. Inoltre avrei apprezzato un foglio di promemoria delle birre in degustazione, l'anno scorso era stato molto utile.
L'evento non è iniziato alle 18.30 come da voi pubblicizzato, anzi le casse hanno aperto alle 18:43, e una (su due) era fuori uso.
Vi segnalo inoltre che l'iniziativa è stata pubblicizzata in modo davvero poco efficace: aspettavo l'edizione di quest'anno ma se non avessi letto per puro caso la pubblicità su La Stampa di lunedì 16/10 non sarei mai venuto a conoscenza dello svolgersi dell'evento. Sul sito web avevate promesso "maggiori dettagli" sull'iniziativa, ma non avete pubblicato nulla.
Io sono un vostro "fan" e cliente, e sono preoccupato da queste Vostre mancanze in fatto di qualità dei prodotti offerti: credo fermamente che la filosofia di Slow Food sia "meglio una cosa in meno piuttosto di una fatta male". Quello che vi contraddistingue ai miei occhi è la QUALITA', e oggi di Qualità (nei Vostri Prodotti) ne ho vista davvero poca.
Vi saluto e vi ringrazio per l'attenzione dedicata.
Dopo innumerevoli tentativi, ho trovato una configurazione soddisfacente. Ora sulla mia scrivania trovano spazio il MacBook Pro collegato a un (fantastico) monitor Samsung SyncMaster da 24" e l'iPad2 (con iOS5).
Non si vede nella foto, ma di solito nello spazio vuoto tra l'iPad2 e il MacBook tengo l'iPhone 4. Oltre a essere una posizione particolarmente comoda per tener d'occhio eventuali messaggi o chiamate in arrivo, mi permette anche di non avere un ulteriore cavo (quello per collegare iPhone e MBP) a spasso per la scrivania.
Cosa sono tutti quei cavi a destra? Kensington, alimentazione, rete e mouse del PC aziendale…. resta acceso solo per la posta e la intranet.
"la verità è che non puoi spuntarla sempre. Se vuoi assumere persone intelligenti e vuoi che lavorino per te, devi lasciar loro prendere molte decisioni e devi, devi essere guidato dalle idee, non dalla gerarchia aziendale. Le migliori idee devono vincere, altrimenti i migliori dipendenti non rimarranno."
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