Iperbole

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Oggi ho scoperto una nuova figura retorica: l'iperbole.

La definizione di iperbole secondo Wikipedia è:

(dal greco ὑπερβολήhyperbolé, «eccesso») una figura retorica che consiste nell'esagerazione nella descrizione della realtà tramite espressioni che l'amplifichino, per eccesso o per difetto.

La frase che ha scatenato questa mia riflessione è stata la seguente:

"Non mi era mai capitato di sviluppare applicazioni dove si dovesse fare un tuning così preciso"

Chiaramente si tratta di una descrizione della realtà esagerata per eccesso. Riconducendo la frase alla realtà dei fatti, si ottiene:

"Non mi era mai capitato di sviluppare applicazioni dove si dovesse fare un tuning così preciso"

oppure (e questa è la mia versione preferita):

"Non mi era mai capitato di sviluppare applicazioni dove si dovesse fare un tuning così preciso"

 

Pietà!

Adesso

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Adesso so. Adesso ne ho la certezza.

Questa sera aprirò il portone di casa e la troverò lì… mi sta aspettando.

Freme e brama il calore delle mie mani sul suo corpo in lega di magnesio

Vindica te tibi

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Fa’ così, mio Lucilio: rivendica te a te stesso; raccogli e custodisci il tempo che finora ti veniva o subdolamente sottratto o strappato via o scompariva d’un tratto. Convinciti che le cose stanno così: certi momenti della nostra vita ci vengono rubati, certi altri inavvertitamente sottratti, certi, semplicemente, scorrono via. Ma è davvero vergognosa la perdita che accade a motivo della nostra trascuratezza. Se presterai attenzione, vedrai che la massima parte dela vita trascorre via nel fare il male, una grande parte nel non fare niente, e la vita intera nel fare altro che non sia vivere.

Seneca

Il mantra del programmatore iPhone

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“Steve, dammi la forza di rilasciare le cose che posso allocare e la pazienza di autorilasciare quelle che non posso rilasciare”

WWDC 2010 – Day One

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La Worldwide Developer Conference di Apple ha un fascino molto particolare, ma questo l’avevo già capito l’anno scorso dopo pochi minuti. Quello che non avevo ancora compreso a fondo, evidentemente, era l’entità di quello che chiamerei “il fascino della mela”: un incantesimo che in eventi importanti come questi rivela tutta la propria potenza.

Il mago a cui si deve questo incantesimo è lui, Steve Jobs. Steve, per tutti. Il keynote, la sua presentazione, oggi è iniziato alle 10. Alle sei di mattina, ben quattro ore prima, la coda di persone in attesa davanti all’ingresso occupava tre lati del Moscone Center, che proprio piccolo non è. Come lungamente previsto, il keynote di oggi è stato incentrato solo su un oggetto, iPhone 4. A parte il nome, di questo oggetto si sapeva praticamente tutto: il design (grazie alla vicenza Gizmodo), le caratteristiche hardware, il sistema operativo, il periodo in cui sarebbe uscito sul mercato. Alcuni blogger si chiedevano che senso avesse, questo keynote.

Avevano fatto i conti senza il Jobs.

Perchè appena questo genio di uomo è salito sul palco, con la sua voce non propriamente possente e la camminata da sfigato, tutto il pubblico presente in sala si è alzato in piedi per tributare una standing ovation e per dire “Bentornato a casa, Steve”. Ed è stato subito chiaro che tutti eravamo lì, svegli da ore, proprio per vedere Lui. Per essere partecipi di un momento in cui gli occhi di tutto il mondo tecnologico erano rivolti verso il Moscone Center, verso Steve e verso la nuova creatura della Mela morsicata.

Il confronto con la Google I/O conference di un paio di settimane fa sorge spontaneo e immediato. Il primo pensiero dopo il keynote è stato che chiunque può essere bravo a fare una presentazione chiara e interessante (ad esempio Vic Gundotra di Google). Non da chiunque invece è la capacità di essere leader. La demo di Google TV è stata pesantemente danneggiata da problemi relativi al Bluetooth (troppi device in troppo poco spazio), Apple ha avuto problemi con le reti WiFi (pur utilizzando una rete privata per le demo). Gundotra ha supplicato gli spettatori di spegnere il Bluetooth dei propri terminali, Steve ha imposto a tutta la sala di chiudere i portatili e di disconnettersi dalla rete WiFi. Nel giro di 30 secondi non c’era più un MacBook/iPad/iPhone acceso, e un povero ritardatario in prima fila è stato fulminato con uno sguardo da Steve che a denti stretti diceva “don’t worry, I have time”.

Le caratteristiche di iPhone 4 ormai saranno note e stranote a tutti, ma ne riporto alcune per completezza. iPhone 4 è un vero major upgrade rispetto al 3GS: schermo con retina display (326px per inch) che fornisce una incredibile resa grafica di testo e immagini. Fotocamera da 5mp con sensore di dimensioni immutate (migliore qualità) e capacità di registrare video in HD (720p, 30fps).
Antenna embedded nella struttura in acciaio e supporto per le microsim. Disponibile in Italia a luglio.

Jobs ha presentato alcune ricerche di mercato di Nielsen e di un altro ente per dimostrare che negli us il 28% del mercato mobile è di Apple (8% è la fetta di Android). Inoltre Apple, pur essendo un newcomer, prevede di conquistare il 48% del mercato US per advertising mobile per la seconda metà del 2010: si parla di $60M su $125 ($250M giro totale d’affari previsto per il 2010).

Safari 5 è già disponibile online: http://www.apple.com/safari. Ormai sul Mac Safari e Chrome si sfidano ad armi quasi pari (questione di millisecondi sui benchmark Javascript, stessa gestione delle extension) mentre Firefox sembra un passo indietro (troppo lento!).

Ah, l’iPad senza WiFi è veramente triste… ma quando la connessione funziona diventa un oggetto davvero fondamentale in eventi di questo tipo in cui non c’e’ possibilità di ricaricare la batteria del portatile!

WWDC 2010 attendee site, wtf?

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6 days to the WWDC 2010 keynote, and still no news about the WWDC attendee site. What in the world happened to you, Apple?

You gave us no time to book our hotels, flights… you give us not time to plan our attendance to the conference… You’d better be working on amazing new stuff :-)

Btw, I’ll try to live tweet during the keynote… follow me on Twitter: @badlands!

Il cielo sopra Torino

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Per non dimenticare. Mai.

25 anni. Quanto inchiostro versato su quella coppa, prima “insanguinata”, poi “maledetta”, per qualcuno “della vergogna”, per altri “alla memoria”… Sarebbe stato più giusto lasciarla lì, nel cantuccio di quello spogliatoio affollato e sudato, nella medesima scatola di legno nella quale era ci era stata consegnata, informalmente, al termine della gara, da un messo degli avidi mercanti di un circo di fortuna senza le gabbie per le bestie feroci e senza la rete per gli acrobati. Si doveva occultare quel feticcio in quella processione sconsacrata e placare quella gioia effimera dal piacere sordo che offese le vedove, le madri e i padri, gli orfani, due volte nell’arco di un giorno, all’aeroporto di Caselle ancor più che sul campo.

25 anni e il timbro della colpa è ancora lì in quei filmati, allucinanti, beffardi e orgiastici che fanno più male oggi al rimorso di chi vinse ieri, se pur legittimamente. 25 anni che la Juventus ha smarrito la memoria di quei 39 nomi e cognomi per i quali non si è fregiata nemmeno di un piccolo segno in bacheca e dei quali al momento non v’è traccia alcuna nel suo sito ufficiale.

25 anni fa apparve una piccola stele nel giardino privato della sede sociale di Piazza Crimea, poi non un grammo di più, ma un silenzio, greve, ingeneroso, per alcuni aspetti indegno. L’imbarazzo di pronunciarle quelle maledette sei lettere della parola “Heysel” è stato l’unico vero punto in comune di tutte le dirigenze della società. Un balbettio irriconoscente verso chi è caduto con la Juventus nel cuore, verso i loro familiari e verso chi, ferito, ne porta ancora le stigmate nel corpo e nello spirito.

25 anni fa quella prima ingombrante Coppa dei Campioni e c’era anche una sciarpa bianconera appesa ad una delle sue grandi orecchie, poi è scomparsa con l’illusione che sparisse la morte assieme al sudario. Penso a quante altre bandiere e sciarpe bianconere ricoprirono quei volti sfigurati, privati del tempo e dello spazio e di un sogno, per sempre negati ai loro cari. Eppure, quella coppa e le sue vittime resteranno vincolate per l’eternità, non avrebbe più alcun senso disgiungerle, ora, ma molto più significato sposarle definitivamente nell’abbraccio di un alloggio comune. Un monumento per celebrarlo ad ogni sguardo, in un luogo fisico della memoria.

25 anni, ma non è mai tardi per chiedere perdono. Signora, smetti di pensare per un momento al tuo guardaroba, inginocchiati e riabbraccia i tuoi figli dispersi nel Belgio. Poi guarda fisso in alto ed ascoltali mentre t’invocano, angeli, nel loro canto: Juve… Juve… Juve… Juve… Li senti? Sono ancora tutti lì, insieme, non hanno mai smesso di amarti un istante. Eleva in quel cantiere di Torino una preghiera di cemento al cielo ed amali esattamente come non li hai mai pianti. Trova loro una dignitosa dimora per farci accarezzare quei nomi scritti dall’oro e dal sangue e converti la vergogna del lungo inverno dei tuoi silenzi in una primavera del cuore.

Silenzio… Memoria…Onore…

http://www.saladellamemoriaheysel.it/

9 maggio, CAMPIONI!!! L’audio…

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Campioni d’Italia

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Oggi alle 20.05 il sogno è diventato realtà: Cuneo per la prima volta è Campione d’Italia!!!!

Voglio spendere qualche parola di ringraziamento per questi ragazzi, capaci di tener testa e di battere i Campioni d’Europa e del Mondo: siete stati splendidi! E grazie, mister Giuliani, per aver fatto maturare questo gruppo e per l’accoppiata Scudetto & Coppa CEV: probabilmente questo scudetto è più Tuo che di chiunque altro.


Il Capitano alza la coppa!

Che la festa abbia inizio!

iDecalogo

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Da qualche giorno tra le quasi 200mila applicazioni dell’App Store è comparsa la mia prima creazione: iDecalogo. iDecalogo è un’app molto semplice, nata per scherzo durante una pausa caffè e realizzata in un paio di sere, e permette di consultare i Dieci Comandamenti, altrimenti noti come “Decalogo”. In un secondo pannello è possibile anche accedere a una analisi dettagliata di ciascun comandamento e consultarne i riferimenti biblici (si parla del libro del Deuteronomio e dell’Esodo).

Ecco i due screenshot “ufficiali”:


La mia esperienza con l’App Store è stata decisamente positiva. La prima revisione è stata completata in 3 giorni senza nessun intoppo (ci mancherebbe ancora…), mentre il primo aggiornamento è stato accettato nel giro di 24 ore scarse.

iDecalogo è disponibile a questo indirizzo a €0.79. Meno di un caffè, come direbbe Luke :-)