la rocca dei silenzi

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“Le cose improvvise, inattese, non esistono. Accadono soltanto agli sprovveduti, a coloro i quali non scrutano con sufficiente attenzione il fiume degli eventi che scorre di fronte a loro. Individui che hanno perso l’istinto di sopravvivenza, la capacit? di annusare l’aria per comprendere da dove giunge e verso dove spira il vento e se devono contrastarlo; hanno perso parte dei sensi. E’ una pestilenza che dilaga invisibile, una piaga insanabile sul volto della societ?: la gente ? malata. Tu e io non lo siamo. Sappiamo annusare, fiutiamo gli odori nell’aria”.

Fece una lunga pausa. La volpe rimase seduta, ma volt? il muso verso valle, verso i volontari che la Torre di D?throm aveva invischiato nella sua ragnatela.

“Senti questo puzzo? Lo senti?”

Un’altra pausa, pi? breve.

“Grandi preparativi, valorosi e temerari che giungon oda lontano, da pi? lontano di quanto credono. Hanno viaggiato a lungo per arrivare qui, oggi. E’ da quando sono nati che attendono questimo menti che sembrano scorrere a rilento, quasi che il fiume stia rallentando la sua corsa. Ebbene si sbagliano.. Le acque stanno accelerando, e loro hanno di fronte rapide di cui non si avvedono… o forse alcuni s?. Poco importa. Nessuno riuscir? a evitare la cascata.”

Scrut? verso valle, intensamente, percependo l’attenzione dell’animale.

“Sono venuti da lontano, come questo puzzo. Lo senti? Lo senti questo puzzo di morte che viene da lontano?”

A. D’Angelo – “La Rocca dei Silenzi”

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