Leaving New York, never easy

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Times Square
Times Square

Già, lasciare New York non è mai facile. Neppure quando di giorno si raggiungono i -10°C.

NY City è esagerata, in tutto e per tutto. Esagerato chiamare “caffè” quella bevanda venduta da Starbucks ed affini in bicchieroni enormi. A New York i palazzi sono enormi, il parco (Central Park) è enorme, i negozi sono enormi (Macy’s: 6 piani!), gli americani stessi sono enormi!

Per fortuna, oltre ad essere uno dei mesi piu’ freddi dell’anno, gennaio è anche uno dei momenti migliori per visitare la città senza imbattersi nella solita orda di turisti… ci si possono permettere lunghe passeggiate per Central Park senza quasi incontrare anima viva (a parte gli scoiattoli, che sono ovunque…. anche a Battery Park). Se non si alzano gli occhi al cielo, l’unico modo per capire che non si è in Europa è guardare attentamente qual’e’ lo sport a cui giocano i ragazzini sul prato: football, non calcio.

Emozioni, tante.

Il momento in cui dal ponte di Queensboro siamo riusciti a vedere la skyline dai finestrini della limousine (gentile regalino da parte dei cognati).

I 5 minuti di volo in elicottero che ci hanno permesso di ammirare NYC da un punto di vista un po’ fuori dal comune.

dall'elicottero
Dall’elicottero

Il peso sullo stomaco ed un senso di angoscia e smarrimento all’arrivo a Ground Zero. Ci siamo arrivati da sotto, in metro, accompagnati da un roboante “last stop last stop last stop last stop“. Poi un inquietante silenzio, una rampa di scale ed ancora silenzio. Mi è venuto spontaneo alzare gli occhi e cercare quelle due torri che avevo visto 12 anni fa. Niente. Ground Zero oggi è un enorme cantiere, chi vuole ricordare i propri cari deve spostarsi dentro la cappella di St. Paul.

Ma NYC non è solo turismo… e lo shopping proprio non poteva mancare. Per vedere tutto Macy’s, io e Fede ci abbiamo messo quasi un pomeriggio intero (6 piani sconfinati). L’Apple Store sulla 5th Avenue dovrà invece sostituire un paio di iPhone ed iPod Touch… posso dire di averli provati adeguatamente :-)

M&M
Red M&M

Spendo ancora una parola per questo negozio: The M&M’s World. Immenso. Due maxischermi su Time Square. Dentro, credo di aver contato almeno trenta dispenser di qualsiasi tipo e forma di M&M’s. E quando parlo di dispenser, parlo di colonne alte un paio di metri!!!

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5 Responses to “Leaving New York, never easy”

  1. Sba Ha scritto:

    Ah beh, ma cazzo potevi dirmelo che avevi fatto un viaggio serio! Io ho pensato ad una cosa mordi e fuggi, invece eravate straorganizzati!!!

    P.S.: hai “lapsato” o solo errore di digitazione?
    [Ground Zero oggi è un enorme cantiere, chi vuole ricordare i propri cari deve sposarsi dentro la cappella di St. Paul.]
    Non credevo ci si dovesse sposare per ricordare i propri cari… Fede, c’è del lavoro per te :)

  2. gib Ha scritto:

    Mordi e fuggi… no! Ma ti pare che andiamo a NY e facciamo un mordi e fuggi? E quando ci ricapita? :-)

    P.S.: avevo lapsato alla grande… ormai penso solo piu’ a quello!

  3. Sba Ha scritto:

    Si, ma la limo e l’elicottero sono roba da ricchi! E magari avete alloggiato al Peninsula o al Plaza…

  4. Fede Ha scritto:

    Ovvio che si’, e’ il minimo per noi!!! ;-)
    Bisogna ammetterlo, elicottero e limo sono stati un gentile dono.

  5. gib Ha scritto:

    Fede, specifica che al Plaza avevamo la Suite Presidenziale… altrimenti chissà cosa pensa! Siamo mica dei barboooooni!