ADDIO NESTI CHANNEL – Nesti ha chiuso di botto il suo sito, il Nesti Channel, aperto ben sei anni fa e aggiornato quotidianamente dal giornalista e da diversi collaboratori. Uno dei punti di riferimento in rete per i tifosi di Juve e Toro, che soprattutto d’estate cliccavano per avere informazioni fresche sul mercato delle due squadre. Il giornalista, mai troppo amato dalla tifoseria granata per presunte simpatie bianconere (ma a Torino, per chi non si schiera apertamente, è facile essere additato come simpatizzante di una o della dell’altra squadra), ha mollato tutto dopo una domenica turbolenta nella tribuna dell’Olimpico, dove era inviato per fare la cronaca Rai del match tra Toro e Lazio.
AMARO – Poi l’amarezza: «Il bello è che mi avete contestato nell’unico momento della mia carriera in cui mi sono permesso di “essere tifoso fra i tifosi”, granata come voi, per inveire contro un arbitraggio anti-Toro. Ma già, è vero, Carlo Nesti è un robot, e non può avere emozioni allo stadio… Io devo dare l’esempio… Certo: io sì, e non i tifosi che oggi ho sentito dare della p*****a alla moglie di Sereni, del tirchio a Cairo, e dell’incapace all’unico tecnico capace di questo club, De Biasi. Voi non siete mai stati tanto capaci nel distinguere gli amici dai nemici: avete contestato persino i Gramellini, i Testa e gli Ormezzano (giornalisti di “fede” granata, ndr)». E ancora: «Venendo al punto: sono profondamente ferito e deluso. Voi non sapete più riconoscere chi ama il Toro, da chi non lo ama. Non avete capito che un giornalista imparziale, ma onesto, può voler bene al Toro, molto più di un giornalista tifoso del Toro, ma vigliacco. Io ci metto sempre la faccia, la firma, qui come in televisione».
Tornando alle cose serie, pare che G1 supporterà GMail in modalità push (ci mancherebbe altro…):
(da EngadgetMobile.com)
Sure, there’s a lot of to love about the open-source, Android-powered T-Mobile G1, but Google’s Andy Rubin just confirmed what might be the new handset’s killer app: push Gmail. While that’s not a first, it could be a major differentiating feature for Android phones here on out, since it sounds like the app is advanced and partially web-based: it has the threading, search, and Google Talk presence features of the web client.
Ci voleva Lui, per sbloccare questa partita nel momento piu’ difficile. E ci sono cose per cui vale la pena di aspettare 900 giorni: la musichetta all’ingresso in campo, i ragazzi che vengono a raccogliersi la standing ovation sotto la curva, i brividi e l’emozione che solo la Champions può regalare.
Risolve un problema di stabilità di TextEdit che si poteva verificare quando si accedeva alla tavolozza colori.
Migliora le prestazioni di indicizzazione di Spotlight.
Migliora l’affidabilità di sincronizzazione dell’iPhone con iCal e Rubrica Indirizzi.
Include miglioramenti ad Active Directory (per maggiori informazioni leggi questo articolo).
Migliora il dizionario vocale.
Risolve problemi di autenticazione di Kerberos per i client Mac OS X 10.5 che si collegano a determinati server Samba, come Mac OS X Server versione 10.4.
Il campionato in casa è cominciato con una serata autunnale – fortunatamente senza pioggia – e con una sfida bella tosta, almeno sulla carta. Già, perchè come spesso le accade, l’Udinese in trasferta non ha le stesse qualità e la stessa grinta che dimostra al Friuli. Con Di Natale ad un quarto di servizio ed un Quagliarella che sembra avere come unico obiettivo nella vita quello di fare gol a Buffon da metà campo (sogna, ragazzo, sogna…), le cose si fanno semplici per una Juve ampiamente figlia del turn-over. Spazio a Paolino De Ceglie (voto 6.5) sulla sinistra, Mellberg e Chiellini in centro. La coppia centrale è solidissima, almeno per 85 minuti… per fortuna c’e’ il Giorgione nazionale! A centrocampo un superbo Sissoko, davanti la coppia Iaquinta – Amauri: poco spettacolo, tante occasioni. Proprio quando Alex e David si alzano dalla panchina, il brasiliano segna e corre sotto la Sud. Un palo, una traversa. Noi ci siamo.
Lunedi’, inaspettatamente, Danilo mi ha consegnato il MacBook di laboratorio. Finalmente. Erano quasi due anni che cercavo di mettere le mani su questo portatile, un po’ per curiosità personale, un po’ per necessità lavorative (senza un computer Mac non si sviluppa su iPhone).
Devo ammettere che il primo impatto, una volta acceso il sistema, è stato un entusiasmo sconcertato. E’ tutto cosi’ figo, ed è tutto cosi’… “diverso“… da un PC tradizionale Windows. Tanto per farla semplice, non c’e’ il tasto destro. 5 minuti per capire che posso emularlo mettendo 2 dita sul trackpad e cliccando l’unico, enorme, tasto.
Nel frattempo, AirPort si era già attaccato alla rete wi-fi, senza scassare tanto le balle come Wireless Zero Configuration e compagnia bella. Questa peculiarità di Mac OS mi ha stupito parecchio: in effetti “fare qualcosa” è quasi sempre “più semplice”. Una volta capito come si fa.
Ho aggiornato il sistema, ho scaricato qualche bella applicazione free (Adium, tanto per dirne una). Ho installato XCode e l’iPhone SDK (1.25 GB, alla faccia!)… Direi che ci siamo. Ora sono concentrato su Objective-C, il linguaggio di programmazione object-oriented con cui vengono scritte le iPhone app. Per uno abituato a Visual Studio .NET, CF 2.0 e C#, è come un balzo nel vuoto. Era cosi’ bello fottersene altamente dei puntatori e di alloc malloc e cazzabubole del genere… sigh!
Ok, Tuttosport è notoriamente il Novella 2000 del calcio, ma nemmeno Emilio Fede potrebbe essere più scandaloso nel manipolare un dato di fatto. Per ora (e speriamo che rimanga solo un “per ora”) il rinnovo del contratto di Giovinco non c’e’. Punto.
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