13.3″ of inner turbulence

il tecnofan Aggiungi commento

Gioco con PhotoBoot...

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Lunedi’, inaspettatamente, Danilo mi ha consegnato il MacBook di laboratorio. Finalmente. Erano quasi due anni che cercavo di mettere le mani su questo portatile, un po’ per curiosità personale, un po’ per necessità lavorative (senza un computer Mac non si sviluppa su iPhone).

Devo ammettere che il primo impatto, una volta acceso il sistema, è stato un entusiasmo sconcertato. E’ tutto cosi’ figo, ed è tutto cosi’… “diverso“… da un PC tradizionale Windows. Tanto per farla semplice, non c’e’ il tasto destro. 5 minuti per capire che posso emularlo mettendo 2 dita sul trackpad e cliccando l’unico, enorme, tasto.

Nel frattempo, AirPort si era già attaccato alla rete wi-fi, senza scassare tanto le balle come Wireless Zero Configuration e compagnia bella. Questa peculiarità di Mac OS mi ha stupito parecchio: in effetti “fare qualcosa” è quasi sempre “più semplice”. Una volta capito come si fa.

Ho aggiornato il sistema, ho scaricato qualche bella applicazione free (Adium, tanto per dirne una). Ho installato XCode e l’iPhone SDK (1.25 GB, alla faccia!)… Direi che ci siamo. Ora sono concentrato su Objective-C, il linguaggio di programmazione object-oriented con cui vengono scritte le iPhone app. Per uno abituato a Visual Studio .NET, CF 2.0 e C#, è come un balzo nel vuoto. Era cosi’ bello fottersene altamente dei puntatori e di alloc malloc e cazzabubole del genere… sigh!

Ma di questo parlerò un’altra volta….

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4 Responses to “13.3″ of inner turbulence”

  1. Sba Ha scritto:

    Sì, ma esteticamente fa schifo :)

  2. gib Ha scritto:

    no, esteticamente è veramente FIGO! Sono le foto che fanno pena :D

  3. Sba Ha scritto:

    Ma sotto al touchpad c’è un pulsante solo? Ma è un pc per disabili?? :)

  4. gib Ha scritto:

    Si, c’e’ un tasto solo!