Shoah! Shoah!

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Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore

stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi, “Se questo è un uomo”

Dimenticare, fare finta che non sia successo, sarebbe perpetrare ancora una volta un crimine ai danni dell’umanità. Nessuno può permettersi di dimenticare nomi come Birkenau, Treblinka, Sobibor. O la risiera di San Sabba. Oppure Borgo San Dalmazzo.

Non abbiamo una guida per il futuro, ma possiamo fare affidamento sugli errori del passato per evitare di sbagliare ancora. Non dobbiamo dimenticare la Shoah, e non dobbiamo dimenticare i milioni di morti del comunismo, e non dobbiamo dimenticare nessuna delle vittime della follia umana. Chi controlla il passato, controlla il futuro.