Questo è un commento agli episodi di sabato apparso su Juworld.net. Condivido in pieno. Pentiamoci e stigmatizziamo il razzismo. Ma che nessuno creda di aver risolto questo problema squalificando l’Olimpico…
Gentilissimi giornalisti, opinionisti, commentatori e tromboni vari del calcio italiano,
chi vi scrive è uno che, aggirandosi ormai nel mezzo secolo di esistenza, ha scoperto di essere improvvisamente diventato … razzista.
Si, perché chi vi scrive è uno che sabato sera era allo stadio, precisamente in curva sud Scirea, terzo settore, dunque nel bel mezzo della tifoseria che ha suscitato così tanto scandalo, al punto che da due giorni, a reti, testate e giornali unificati, viene additata come la tifoseria dei cori vergognosi contro un immacolato giocatore della pura e casta Inter, ossia l’italiano Balotelli Mario.
Fatto così scandaloso che il presidente della FIGC (Federazione Interista Gioco Calcio), fatto mai accaduto in passato, ha addirittura ritenuto doveroso convocare una conferenza stampa nella quale si è scusato con l’opinione pubblica (cfr.: ansa.it).
Già: il nostro presidente si scusa per due – tre cori inopportuni, non certo quando c’è gente che finisce all’ospedale accoltellata!
Chi vi scrive non ha in alcun modo gridato alcunché nei confronti di questo ragazzino tanto viziato quanto provocatore ed antisportivo, eppure mai come ora si sente di dovere solidarizzare con una curva che avrà anche punte di eccesso nelle manifestazioni di tifo contro, avrà anche atteggiamenti formalmente di scarsa civiltà e di scarso rispetto, ma che non è affatto peggiore di altre curve, anzi ritengo sia certamente migliore di tante altre.
Chi vi scrive è stato in stadi nei quali il lancio di oggetti contro tifosi ospiti inizia nella fase di riscaldamento delle squadre e finisce anche dopo il fischio finale dell’arbitro: e di queste tifoserie vi guardate bene dal parlarne.
Chi vi scrive è a conoscenza di episodi sistematici di teppismo fine a sé stesso contro tifosi avversari, di accoltellamenti di ragazzi indifesi, colpevoli solo di avere una sciarpa di altro colore o di essere sospettati di tifare altre squadre: episodi che colpevolmente e vergognosamente coprite o minimizzate, dicendo che sono atti marginali che nulla hanno a che spartire con il calcio.
Ci volevano un paio di cori certamente inopportuni ma scaturiti come conseguenza di ripetuti e inaccettabili comportamenti provocatori del ragazzino viziato sopra citato, per risvegliare la vostra foga forcaiola ed antijuventina, per sentire giornalisti che da anni si dedicano al culto del servilismo al potente di turno, erigersi a maestri di vita e censori dei comportamenti altrui, per suscitare anche lo sdegno del signor Moratti Massimo.
Si, proprio lui, quello che, quando i tifosi della sua squadra, dileggiarono tale Marc Zoro (giocatore di colore del Messina), ebbe a dire che erano pochi isolati, e non si trattava di cori razzisti ma di fatti personali (per chi non ci crede, ecco due link a cui potrà attingere:http://www.tgcom.mediaset.it/sport/articoli/articolo303470.shtml
http://archiviostorico.gazzetta.it/2006/aprile/02/Zoro_Fossi_loro_vergognerei_Moratti_ga_10_06040212524.shtml
Proprio lui che, quando lo scorso anno i tifosi della sua squadra distrussero un asilo a Parma, definì l’episodio una “ragazzata”.
Ma io da juventino non ce l’ho con lui, semmai ce l’ho con la vostra omertà, con il vostro servilismo compiacente, con il vostro desiderio di non scontentare certi settori, per cui arrivate a coprire qualsiasi nefandezza accada dalle parti di Via Durini, rifacendovi con gli interessi quando di mezzo c’è una maglia a strisce bianconere.
Dove eravate quando al Meazza, la tifoseria nerazzurra faceva gli ululati contro Sissoko?
Dove eravate quando i milanisti cantavano “se saltelli, muore Balotelli”?
Dove eravate quando episodi molto ma molto più gravi di razzismo, rispetto a due o tre cori di pochi secondi (tanto sono durati i famigerati cori beceri da voi stigmatizzati), si sono manifestati a Milano, Roma, Bergamo, Firenze e così via?
Dove eravate quando il defunto Giacinto Facchetti, testualmente dichiarava “Abbiamo diversi calciatori italiani che vengono insultati in tutte le partite. Vorrei sapere che differenza c’ è fra l’ insulto a un italiano e quello a uno straniero.”?
O forse il colore delle maglie a strisce azzurre e nere, dopo avere lavato passaporti riciclati, bilanci falsi, pomate dopate e quant’altro, lava anche il vero atteggiamento razzistico, che viene da voi enfatizzato quando l’azzurro di quelle strisce diventa bianco, rimanendo il nero in comune?
E poi: siete sicuri che fosse razzismo quello dell’Olimpico, sabato sera?
Chi vi scrive intanto nota che, a differenza dell’Inter, che reagì indignata quando venne blandamente rimproverata per i cori contro Zoro, la Juventus ha invece emesso un comunicato stampa di condanna verso i cori cosiddetti razzisti, prendendo le distanze da detti cori.
Atteggiamento comprensibile, si vuole mantenere un certo livello ed un certo stile, ma forse anche la società avrebbe stavolta fatto meglio a capire bene prima, se di cori razzisti si fosse trattato, atteggiamento che in pratica ha aperto le porte al provvedimento di sostanziale squalifica del campo per un turno.
Ma torniamo alla questione principale: sabato sera nessun coro ostile è stato dedicato a Vieira o Muntari, entrambi neri ed il primo anche ex bianconero.
Razzismo “selettivo” per caso? O differente reazione della stessa tifoseria a comportamenti certamente diversi, agonisticamente anche decisi ma leali, quelli di Muntari e Vieira, da teppistello protetto, quelli di Balotelli Mario?
Questo dovreste chiedervelo, dato che il ragazzino è ormai elemento unificante per tutte le tifoserie d’Italia, dato che ovunque lo beccano, e non certo per il colore della pelle, ma per la sua esagerata ineducazione in campo.Sono tutti razzisti quelli che lo insultano, o è lui che provoca ed offende qualsiasi avversario e qualsiasi tifoseria avversaria?
Chiudo con una notazione.
Il signor Balotelli Mario a fine partita ha dichiarato di essere più italiano lui che tutta la curva juventina.
Bene, io da italiano mi vergogno di avere come connazionale uno che fa della antisportività, della slealtà e della provocazione, il suo modo di essere calciatore in campo.
Ed ora datemi pure del razzista!
Antonio La Rosa su JuWorld.net

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