Juventus Stadium & Museum Tour

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Juventus Stadium Tour e J Museum. Non potevo esimermi dal godermi queste due esperienze, specialmente dopo lo Scudetto degli Invincibili.

Lo Stadium Tour parte dall'entrata del museo, ma inizia ufficialmente quando ci si avvicina all'entrata della tribuna d'onore, su cui campeggia in bella mostra il tricolore, con tanto di "30" e di tre stelle.

Superate le porte a vetri, l'impressione è quella di essere nella hall di qualche hotel ultra moderno, altro che stadio. Il tour è diviso in tre fasi: lo stadio visto con gli occhi del tifoso, lo stadio visto con gli occhi del giocatore, la camminata delle stelle. Non vorrei fare il precisino, ma in questa area dello stadio si può parlare di tutto tranne che di "tifoso". Diciamo che questa è l'area VIP, e ogni particolare ce lo ricorda…. Giusto così, per carità, parliamo di settori dello stadio in cui un abbonamento costa dai due ai sei/sette mila euro!

Lo stadio visto con gli occhi del tifoso è fantastico. Lo stadio visto con gli occhi del VIP è spaziale. Entriamo nel club Gianni e Umberto Agnelli (il club più elitario): ora siamo nel ristorante, con schermi su cui vengono proiettate le immagini della partita e di altri eventi sportivi. Due porte scorrevoli ci consentono di arrivare finalmente alle tribune. Io ci sono abituato a questo Stadio, ma ogni volta mi manca il fiato!

Rientriamo e iniziamo il percorso del calciatore, percorrendo i corridoi che accompagnano verso il luogo sacro per eccellenza: lo spogliatoio della Juventus. Al Bernabeu (almeno qualche anno fa) viene consentito di visitare solo lo spogliatoio della squadra ospite. Qua no, si entra in quello della Juve. I posti sono disposti secondo una "U rovesciata": i due posti più importanti l'anno scorso erano assegnati al Capitano Alex e a Pirlo, due esempi di carisma e di classe. Chissà chi prenderà il posto di Alex quest'anno!

Le mura dei corridoi sono tappezzate di immagini dei nostri trionfi e di frasi dei campioni del passato (tipo Davids che racconta "alla Juve ho imparato a Vincere"). Non fa parte della visita, ma so che di fronte all'uscita dello spogliatoio degli ospiti c'e' un muro con il riassunto di tutti i nostri trofei.

Si torna in campo, questa volta al livello del terreno di gioco. L'ho già detto, ma c'e' da perdere il fiato.

Poi si abbandona il campo e inizia la camminata delle stelle, dalla tribuna ovest si va verso la curva sud per poi finire il tour davanti al Museum.

Il Museum (visitabile anche senza il Tour dello stadio) è piccolino ma gradevole. La prima sala è quella dei trofei, e sfido chiunque a rimanere impassibile di fronte alla quantità mostruosa di trofei vinti in un secolo e oltre di storia. In centro alla sala fanno bella mostra i nuovi arrivi, il trofeo del campionato 2011-12 e la Supercoppa Italiana.

 

Queste foto fanno parte della galleria fotografica che trovate QUI.

SuperLeo, SuperSimo, SuperAntonio

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Dopo la odiosa pausa nella finale di Roma, siamo tornati a fare quello che ci riesce meglio: Vincere. In tutta sincerità, la SuperCoppa Italiana è un trofeo secondario, giocato in un periodo infelice con squadre ancora in divenire o preparazioni atletiche completamente sballate.

Allora perchè tutto questo clamore? Facile: perchè è la risposta giusta a una "giustizia" INGIUSTA. Questa è la vittoria di Leonardo Bonucci, di Simone Pepe e del Mister Antonio Conte. E' la vittoria di Gigi Buffon. Ed è la vittoria di tutti gli Juventini che sono stufi delle "anticipazioni" della Pravda Rosa, dai deliri del signor Travaglio e dalle sfuriate senza senso del presidente del Napoli.

Tutti gli altri posso accomodarsi nel tunnel del Bird's Nest, mi dicono che ci sia ancora spazio.

Noi stiamo fuori a festeggiare.

 

PS: Prima che il classico ultrà da bar sport si lanci all'attacco con l'altrettanto classico "avete rubato", ecco alcuni dati statistici della partita di oggi (fonte Panini Digital / Lega Serie A, trovati su tuttojuve.com):

 

Possesso Palla
Juventus 68% 
Napoli     32%

Tiri dentro/totali
Juventus   8-20
Napoli       6-12

Palle giocate
Juventus     946
Napoli         488

Passaggi riusciti
Juventus      75.5%
Napoli          51.7%

Supremazia territoriale
Juventus      18' 59"   
Napoli           06' 16"

Pericolosità

Juventus 70.3%, Napoli 39%

Falli commessi
Juventus 20, Napoli 21

Angoli
Juventus 7, Napoli 5

Conte

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Conte che arringa lo spogliatoio per ottenere un pareggio concordato è illecito, solare e pieno. Peccato che, vien da dire, Conte, prima di catechizzare i suoi, non abbia verificato che fossero già entrati nella stanza, perché in realtà il suo sciagurato appello è stato udito dal solo Carobbio (e pare anche dalla moglie, forse per corrispondenza d'amorosi sensi). Infatti tutti gli altri componenti della squadra negano che ciò sia mai avvenuto, e lo sottoscrivono.

da Ju29ro.com

Sono sicuro che penserà il Travaglio di turno a spiegare che la giustizia sportiva si è mossa in modo impeccabile, quindi non provo nemmeno a capire. Da perfetto bifolco l'unica cosa che ho capito della vicenda "Scommessopoli" è l'estratto di cui sopra: se Conte ha davvero esortato i suoi a pareggiare, allora va radiato seduta stante. "Se davvero" significa "se viene provato". Dal momento che ci sono numerose testimonianze che smentiscono Carrobbio, viene da pensare che il fatto non sia accaduto.

Non capisco proprio come abbia fatto Conte a omettere la denuncia di un illecito di cui lui stesso sarebbe stato artefice.

Pare che Conte sarà costretto a patteggiare perchè l'iter della "giustizia sportiva" non lascia margine di lavoro alla difesa. Quindi patteggerà, e tornerà in panchina dal 1° Novembre.

Vorrà dire che vinceremo anche senza allenatore.

Il nostro Capitano

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In caso di invasione, le prime 24 ore sono decisive.

Se anni fa, il silenzio di fronte alla macchina del fango capitanata dalla carta igienica rosa. Sappiamo come è andata a finire.

Ieri, una risposta dura e decisa: giù le mani da Antonio Conte.

Mi è piaciuto questo articolo di Alessio Epifani apparso su ju29ro, e ne voglio riportare alcuni passaggi.

[...] Ricapitoliamo e sottolineiamo: arresti annunciati dai giornalisti, nella peggiore tradizione italiana.

[...] (Antonio Conte) E' stato tirato in ballo ad arte in questa storiaccia, in maniera scientifica partendo dalla storia del presunto sms fino al Carobbio folgorato improvvisamente sulla via di Damasco quattro giorni dopo il goal di Muntari. Che sia il mezzo per colpire e provare a intimidire la Juventus è, come direbbe lui, fuori dubbio.

Voglio anche aggiungere che uno dei più importanti quotidiani d'Italia (repubblica) già ieri ipotizzava scenari apocalittici con esclusione della Juve (!!!) dalla Champions League per non-si-sa-bene-quale-motivo. Strano che non sia spuntato il Travaglio di turno a scrivere qualche bel pezzo di falso moralismo, la confessione di juventino deluso.

Le prime 24 ore ce le siamo giocate bene.

 

(da noisoli.it)

Oggi però è il 29 maggio, sono passati 27 anni dalla strage dell'Heysel. Noi non dimentichiamo.

GRAZIE ALEX!

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19 Settembre 1993, Stadio Delle Alpi. Juventus – Reggiana. Minuto 81… gol di Alessandro Del Piero. 

13 Maggio 2012, Juventus Stadium. Juventus – Atalanta. Minuto 28… gol di Alessandro Del Piero. 

19 anni dopo ci diciamo "Ciao"… e Grazie! Ci hai guidati dallo scudetto numero 23 al numero 30. Alla Champions, all'Intercontinentale… e alla Serie A. Impossibile dimenticare. Un quarto d'ora di standing ovation, le lacrime dei 40 mila dello Stadium… forse dicono più di tante parole. Io le mie te le ho scritte cinque anni fa… non le cambierei di una virgola. 

30

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6 anni fa. 6 maggio 2006. La macchina del fango entra in azione, orchestrata dal giornale del partito, la Pravda Rosa. Le condanne vengono decise prima del processo, il colpevole viene immediatamente identificato. In due mesi il processo è finito, il 14 luglio 2006 spariscono due scudetti e la Juventus viene retrocessa con 17 punti di penalizzazione. Immediatamente, uno scudetto di cartone appare nella bacheca di una squadra di milano, classificatasi 3a con 15 punti di distacco. Uno dei saggi è il signor Rossi Guido, ex membro del consiglio di amministrazione di… quella stessa squadra.

9 settembre 2006: Campionato di Serie B, 1a giornata. Partenza a -9. Rimini – Juve 1-1.

19 maggio 2007: Campionato di Serie B. Arezzo – Juve 1-5. L'incubo è finito, si torna in A.

8 dicembre 2009: Champions League: Juve – Bayern 1-4. Uno sfascio. Quel giorno promisi che non avrei mai più scritto di Juve fino a quando non saremmo tornati a Vincere.

6 maggio 2012. 6 anni dopo. Campionato di Serie A: Cagliari – Juve 0-2. La Juventus è CAMPIONE D'ITALIA.

Sono passati sei dannati anni. Sei anni. Sei anni fa un caro amico mi disse che si sarebbe seduto in riva al fosso, in attesa di vedere i cadaveri passare. Gli altri ancora si chiedono se questo è il numero 28 o il 30. Se il gol di Muntari ha deciso il campionato. Se abbiamo rubato. Prendetevi anche questo allora, non cambia niente.

Perchè adesso siamo tornati!

Noi e loro

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Coreografia Juve – prescritti: Curva Sud

Coreografia Juve – prescritti: Tribuna Est

 

29 Scudetti vinti sul campo ed esposti nel Nostro Stadio, a dimostrazione di un orgoglio che – a differenza degli illeciti altrui – non va in prescrizione. La differenza tra noi e loro è tutta qua.

Per dirla alla Mughini: 29 Scudetti, teste di cazzo!!!

Il cielo sopra Torino

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Per non dimenticare. Mai.

25 anni. Quanto inchiostro versato su quella coppa, prima “insanguinata”, poi “maledetta”, per qualcuno “della vergogna”, per altri “alla memoria”… Sarebbe stato più giusto lasciarla lì, nel cantuccio di quello spogliatoio affollato e sudato, nella medesima scatola di legno nella quale era ci era stata consegnata, informalmente, al termine della gara, da un messo degli avidi mercanti di un circo di fortuna senza le gabbie per le bestie feroci e senza la rete per gli acrobati. Si doveva occultare quel feticcio in quella processione sconsacrata e placare quella gioia effimera dal piacere sordo che offese le vedove, le madri e i padri, gli orfani, due volte nell’arco di un giorno, all’aeroporto di Caselle ancor più che sul campo.

25 anni e il timbro della colpa è ancora lì in quei filmati, allucinanti, beffardi e orgiastici che fanno più male oggi al rimorso di chi vinse ieri, se pur legittimamente. 25 anni che la Juventus ha smarrito la memoria di quei 39 nomi e cognomi per i quali non si è fregiata nemmeno di un piccolo segno in bacheca e dei quali al momento non v’è traccia alcuna nel suo sito ufficiale.

25 anni fa apparve una piccola stele nel giardino privato della sede sociale di Piazza Crimea, poi non un grammo di più, ma un silenzio, greve, ingeneroso, per alcuni aspetti indegno. L’imbarazzo di pronunciarle quelle maledette sei lettere della parola “Heysel” è stato l’unico vero punto in comune di tutte le dirigenze della società. Un balbettio irriconoscente verso chi è caduto con la Juventus nel cuore, verso i loro familiari e verso chi, ferito, ne porta ancora le stigmate nel corpo e nello spirito.

25 anni fa quella prima ingombrante Coppa dei Campioni e c’era anche una sciarpa bianconera appesa ad una delle sue grandi orecchie, poi è scomparsa con l’illusione che sparisse la morte assieme al sudario. Penso a quante altre bandiere e sciarpe bianconere ricoprirono quei volti sfigurati, privati del tempo e dello spazio e di un sogno, per sempre negati ai loro cari. Eppure, quella coppa e le sue vittime resteranno vincolate per l’eternità, non avrebbe più alcun senso disgiungerle, ora, ma molto più significato sposarle definitivamente nell’abbraccio di un alloggio comune. Un monumento per celebrarlo ad ogni sguardo, in un luogo fisico della memoria.

25 anni, ma non è mai tardi per chiedere perdono. Signora, smetti di pensare per un momento al tuo guardaroba, inginocchiati e riabbraccia i tuoi figli dispersi nel Belgio. Poi guarda fisso in alto ed ascoltali mentre t’invocano, angeli, nel loro canto: Juve… Juve… Juve… Juve… Li senti? Sono ancora tutti lì, insieme, non hanno mai smesso di amarti un istante. Eleva in quel cantiere di Torino una preghiera di cemento al cielo ed amali esattamente come non li hai mai pianti. Trova loro una dignitosa dimora per farci accarezzare quei nomi scritti dall’oro e dal sangue e converti la vergogna del lungo inverno dei tuoi silenzi in una primavera del cuore.

Silenzio… Memoria…Onore…

http://www.saladellamemoriaheysel.it/

Uno sfascio

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Uno sfascio.

Avevamo una dirigenza competente e una squadra in grado di vincere tutto per anni.

Ci hanno tolto tutto.

Ora resta una squadra in grado di vincere una inutile cazzo di partita contro le merde indossatrici di scudetti, e dei dirigenti che a parole vincono tutto ma nei fatti sono fumo e nient’altro.

La Triade aveva il pregio di tacere e di lasciar parlare i fatti. Una vipera pronta a uccidere e a difendersi quando attaccata.

blanc, secco, cobolli e il pavido zaccone sono uno scempio nella nostra Storia.

Questo sarà, a malincuore, l’ultimo post sulla Juve, fino a quando le parole al vento di questi personaggi non verranno rimpiazzate dalle nostre vittorie.

Un cuore grande così

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Juve 2 - merde 1
Juve 2 – Indossatori 1 (Felipe MeloChiellini, un indossatore, Marchisio)

Siamo arrivati a questa partita dopo le scoppole di Bordeaux e di Cagliari, dopo l’ennesimo infortunio, dopo l’ennesima campagna mediatica finanziata della carta igienica rosa. A Milano si scommetteva sui gol di scarto con cui si sarebbe vinto.

Senza

fare i conti

con la Juve.

E’ stata una vera battaglia: gollonzo di Felipe Melo, show di Mourinho e amnesia difensiva. Tutto da rifare, con Eto’o dominante nel finale di primo tempo.

Dal 45° in avanti, solo Juve. Claudio Marchisio irrompe sulla respinta di Julio Cesar e con un sublime tocco sotto scatena il delirio dell’Olimpico. Gli indossatori inseriscono il ragazzino viziato, e Caceres lo annulla. Una manciata di simulazioni, due calci di punizione con scivolone e palla in tribuna, una sceneggiata da premio Oscar in occasione dell’espulsione di Felipe Melo: con che coraggio si presenterà a chiedere lo stipendio a fine mese?

Dopo soli 5′ 30″ di recupero, finisce con i ragazzi che vengono a esulare sotto la curva. Il cuore Juve è stato più forte dei calci di lucio, degli applausi dello special Zero, del teatrino del ragazzino viziato e delle testate di chivu. Niente male.