Il cielo sopra Torino

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Per non dimenticare. Mai.

25 anni. Quanto inchiostro versato su quella coppa, prima “insanguinata”, poi “maledetta”, per qualcuno “della vergogna”, per altri “alla memoria”… Sarebbe stato più giusto lasciarla lì, nel cantuccio di quello spogliatoio affollato e sudato, nella medesima scatola di legno nella quale era ci era stata consegnata, informalmente, al termine della gara, da un messo degli avidi mercanti di un circo di fortuna senza le gabbie per le bestie feroci e senza la rete per gli acrobati. Si doveva occultare quel feticcio in quella processione sconsacrata e placare quella gioia effimera dal piacere sordo che offese le vedove, le madri e i padri, gli orfani, due volte nell’arco di un giorno, all’aeroporto di Caselle ancor più che sul campo.

25 anni e il timbro della colpa è ancora lì in quei filmati, allucinanti, beffardi e orgiastici che fanno più male oggi al rimorso di chi vinse ieri, se pur legittimamente. 25 anni che la Juventus ha smarrito la memoria di quei 39 nomi e cognomi per i quali non si è fregiata nemmeno di un piccolo segno in bacheca e dei quali al momento non v’è traccia alcuna nel suo sito ufficiale.

25 anni fa apparve una piccola stele nel giardino privato della sede sociale di Piazza Crimea, poi non un grammo di più, ma un silenzio, greve, ingeneroso, per alcuni aspetti indegno. L’imbarazzo di pronunciarle quelle maledette sei lettere della parola “Heysel” è stato l’unico vero punto in comune di tutte le dirigenze della società. Un balbettio irriconoscente verso chi è caduto con la Juventus nel cuore, verso i loro familiari e verso chi, ferito, ne porta ancora le stigmate nel corpo e nello spirito.

25 anni fa quella prima ingombrante Coppa dei Campioni e c’era anche una sciarpa bianconera appesa ad una delle sue grandi orecchie, poi è scomparsa con l’illusione che sparisse la morte assieme al sudario. Penso a quante altre bandiere e sciarpe bianconere ricoprirono quei volti sfigurati, privati del tempo e dello spazio e di un sogno, per sempre negati ai loro cari. Eppure, quella coppa e le sue vittime resteranno vincolate per l’eternità, non avrebbe più alcun senso disgiungerle, ora, ma molto più significato sposarle definitivamente nell’abbraccio di un alloggio comune. Un monumento per celebrarlo ad ogni sguardo, in un luogo fisico della memoria.

25 anni, ma non è mai tardi per chiedere perdono. Signora, smetti di pensare per un momento al tuo guardaroba, inginocchiati e riabbraccia i tuoi figli dispersi nel Belgio. Poi guarda fisso in alto ed ascoltali mentre t’invocano, angeli, nel loro canto: Juve… Juve… Juve… Juve… Li senti? Sono ancora tutti lì, insieme, non hanno mai smesso di amarti un istante. Eleva in quel cantiere di Torino una preghiera di cemento al cielo ed amali esattamente come non li hai mai pianti. Trova loro una dignitosa dimora per farci accarezzare quei nomi scritti dall’oro e dal sangue e converti la vergogna del lungo inverno dei tuoi silenzi in una primavera del cuore.

Silenzio… Memoria…Onore…

http://www.saladellamemoriaheysel.it/

Uno sfascio

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Uno sfascio.

Avevamo una dirigenza competente e una squadra in grado di vincere tutto per anni.

Ci hanno tolto tutto.

Ora resta una squadra in grado di vincere una inutile cazzo di partita contro le merde indossatrici di scudetti, e dei dirigenti che a parole vincono tutto ma nei fatti sono fumo e nient’altro.

La Triade aveva il pregio di tacere e di lasciar parlare i fatti. Una vipera pronta a uccidere e a difendersi quando attaccata.

blanc, secco, cobolli e il pavido zaccone sono uno scempio nella nostra Storia.

Questo sarà, a malincuore, l’ultimo post sulla Juve, fino a quando le parole al vento di questi personaggi non verranno rimpiazzate dalle nostre vittorie.

Un cuore grande così

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Juve 2 - merde 1
Juve 2 – Indossatori 1 (Felipe MeloChiellini, un indossatore, Marchisio)

Siamo arrivati a questa partita dopo le scoppole di Bordeaux e di Cagliari, dopo l’ennesimo infortunio, dopo l’ennesima campagna mediatica finanziata della carta igienica rosa. A Milano si scommetteva sui gol di scarto con cui si sarebbe vinto.

Senza

fare i conti

con la Juve.

E’ stata una vera battaglia: gollonzo di Felipe Melo, show di Mourinho e amnesia difensiva. Tutto da rifare, con Eto’o dominante nel finale di primo tempo.

Dal 45° in avanti, solo Juve. Claudio Marchisio irrompe sulla respinta di Julio Cesar e con un sublime tocco sotto scatena il delirio dell’Olimpico. Gli indossatori inseriscono il ragazzino viziato, e Caceres lo annulla. Una manciata di simulazioni, due calci di punizione con scivolone e palla in tribuna, una sceneggiata da premio Oscar in occasione dell’espulsione di Felipe Melo: con che coraggio si presenterà a chiedere lo stipendio a fine mese?

Dopo soli 5′ 30″ di recupero, finisce con i ragazzi che vengono a esulare sotto la curva. Il cuore Juve è stato più forte dei calci di lucio, degli applausi dello special Zero, del teatrino del ragazzino viziato e delle testate di chivu. Niente male.

[Jena] Europa e Italia

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A Bordeaux e a Cagliari ho finalmete visto una squadra italiana imporre le proprie qualità e il proprio gioco in trasferta, sia in Europa sia in Italia.

Juve – Livorno 2-0

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Iaquinta
Juve – Livorno 2-0 (Iaquinta, Marchisio)

C’e’ poco da fare: segna sempre LUI.
E in porta è tornato un grandissimo Buffon.

Non è detto che bastino fino alla fine del campionato. Quattro vittorie su quattro sono un ottimo biglietto da visita, ma ci sono ancora troppi infortuni e non c’e’ un rimpiazzo per Diego, anche perchè Giovinco fatica a imporsi…

E come ogni maledetto martedì…

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… (e mercoledì, e sabato, e domenica) … sarò nella mia curva per sostenere quella maglia e quei colori talmente gloriosi da far venire i brividi.

Curva Sud

PS: Se i ragazzi prima della partita si facessero una bella dose di Run to the Hills, non ci sarebbe storia per nessuno.

Lazio – Juve 0-2

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Martin Caceres
Lazio – Juve 0-2 (Caceres, Trezeguet)

Dovremmo giocare sempre a Roma…

Grazie, Pavel

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8 anni, 1 pallone d’oro, 327 presenze.

Tanti numeri per descrivere la storia di Pavel in bianconero, la storia di un grandissimo Campione e di un grandissimo Uomo. Come potremmo non ringraziarti, caro Pavel?

Mister…

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5 maggio 2002

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Purtroppo abbiamo solo ricordi. Dolci, emozionanti, fantastici ricordi…

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…e Odio.