L’unica cosa di ieri sera di cui voglio parlare è la seguente:
“Senza di te non andremo lontano,
ANTONIO CONTE
è il nostro Capitano!”
Quello che è chiaro – a tutti direi – è che Mister Ranieri ha fallito. In ogni caso, anche se dovesse arrivare secondo e vincere la Coppa Italia. Ranieri è un buon allenatore, ma a noi serve di più. Nel nostro DNA è impresso l’imperativo “Vincere“. Sempre, comunque. E per il secondo anno, a vincere sono gli indossatori di scudetti, bravi ad approfittare del nulla che è diventato il calcio italiano dopo Farsopoli. L’Europa, come sempre, è lo specchio della nostra e della loro mediocrità, e il re zingaro di appiano gentile diventa uno zingaro qualunque.
Ma torniamo a noi. Non vincere è sempre un fallimento, punto e basta. Esultare per aver pareggiato al 90° in casa contro questi straccioni vuol dire essersi ridotti come i nostri cugini granata. Anche perchè una manciata di anni fa, un pareggio contro questi straccioni ci avrebbe fatto incazzare come iene, visto che ogni anno venivano a prendersi manciate di gol senza nemmeno fare un tiro in porta.
Roma – Juve 1-4 (34° e 55° Iaquinta, 48° Loria, 68° Mellberg, 74° Nedved)
La Juve del sabato sera è impeccabile. Usciamo trionfanti da una sfida che è stata deturpata dall’altissimo numero di assenti (8 da noi, 11 da loro): a pieno organico, dubito che il risultato sarebbe stato così tondo. Ma questo è il destino, sarebbe stato stupido non approfittarne!
Juve – Bologna 4-1 (24° Mutarelli, 49° Salihamidzic, 71° Giovinco, 75° e 89° Del Piero)
Finalmente Giovinco, direi. Aveva già dimostrato le sue qualità in passato, ma mi dava l’idea di mancare di quel guizzo in più che fa la differenza tra un bravo giocatore e un giocatore da Juventus. Invece eccolo li, a trotterellare per tutto il campo e caricarsi sulle spalle la Juve del sabato sera… ho avuto l’impressione che sabato anche Alex abbia fatto un passo indietro per lasciare la leadership a questo giovane talento.
Se continuerà a giocare in questo modo e con questo atteggiamento, ci sarà da divertirsi….
Già, stasera si è rivisto il fantomatico “cuore toro“, ed è stata partita vera fin da subito. Dieci minuti noi, dieci minuti loro. Diversi miracoli di Sereni (due paratissime su Iaquinta) e poi un lento scemare della qualità del gioco.
La svolta è arrivata con l’ingresso di Pavel Nedved, che ha portato una grossa dose di determinazione in un momento in cui lo 0-0 sembrava scolpito nella pietra.
Sabato sera intenso. Il Barbera è una polveriera, tutto esaurito da giorni per questa grande sfida tra le due anime della città, i rosanero padroni di casa e la Juventus padrona d’Italia. Iniziano forte, loro: la fortuna e Gigi Buffon ci tengono in partita. Poi, la grinta di Momo Sissoko. Azione solitaria, botta sotto la traversa: 0-1. Cambia tutto, e si va in discesa verso il raddoppio di David. Mai mollare!
6° trionfo a Viareggio!
Juve è sinonimo di grinta. Una lezione che si impara già nelle giovanili. Dopo aver spazzolato il Toro nel derby primavera di sabato (3-1), la Primavera non fallisce il trionfo nella finale di lunedì. E trionfo è davvero: 4-1 che non lascia spazio a recriminazioni.
Catania – Juve 1-2 (10° Iaquinta, 52° Morimoto, 91° Poulsen)
Questa volta il gol all’ultimo minuto non ce l’hanno annullato… freccia a sinistra e sorpasso al Milan!
Mi dispiace veramente tanto per Vincenzone Iaquinta, che in dieci minuti ha fatto il bello e il brutto tempo della partita. Gol bellissimo, gol importante, gol in un periodo di nervosismo, ma esultanza sciocca. Il regolamento sarà stupido ed insensato, ma è un regolamento e come tale va rispettato, e farsi ammonire così è da stupidi. Coraggio, Vincenzone. Avrai modo di esultare ancora.
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