[...] I 50 dirigenti più pagati del listino milanese si sono messi in tasca l’anno scorso quasi 300 milioni, il 29% in più del 2006 (le buste paga da lavoro dipendente sono cresciute del 2,3%). In dodici mesi la Borsa ha creato 150 nuovi milionari – nel 2003 erano “solo” 53 – con un boom che sembra in molti casi slegato dai risultati ottenuti sul campo dai Paperoni del mercato.
Il caso Telecom, da anni è il Bengodi dei compensi made in Italy, è emblematico. Il titolo è in caduta libera (-7,8% nel 2007), gli utili frenano (-18%), il dividendo è stato drasticamente tagliato. Eppure Riccardo Ruggiero, l’ad uscito di scena con una busta paga di oltre 17 milioni, si è raddoppiato a 3,7 milioni il bonus per le performance aziendali. Benissimo è andata anche a Giulia Ligresti, presidente e ad Premafin. La holding di famiglia, a dire il vero, non ha vissuto un 2007 particolarmente brillante: l’utile è calato del 30%, le azioni del 22%. Lei però si è consolata con un congruo ritocco (+29%) alla busta paga, salita a 4,4 milioni di euro. [...]
Others see you as sensible, cautious, careful and practical. They see you as clever, gifted, or talented, but modest. Not a person who makes friends too quickly or easily, but someone who’s extremely loyal to friends you do make and who expect the same loyalty in return. Those who really get to know you realize it takes a lot to shake your trust in your friends, but equally that it takes you a long time to get over it if that trust is ever broken.
A me sembra calzante, ma lascio commentare ai pochi lettori….
Ultimamente ho letto su un paio di blog persone che parlano “male” di Cuneo e dei suoi abitanti. Critiche che mi colpiscono ancora di piu’ perche’ vengono da miei concittadini e coetanei, e fanno scattare quella catena di pensieri che si conclude inesorabilmente con un “che me ne frega” oppure con un piu’ impegnato “ma io cosa penso della mia città”?
In apparenza potrei aver posto una domanda retorica, a cui ho già risposto con le scelte di vita che da otto anni mi hanno fatto abitare a Torino per cinque giorni su sette, e che mi porteranno a viverci a tempo pieno dall’anno prossimo. E, per inciso, non mi pento di nessuna di queste scelte. Come mai allora perdere tempo per riflettere su questa domanda? In realtà la risposta non è cosi’ semplice.
Cuneo mi piace, è una città forgiata secondo le mie misure. Praticamente tutto puo’ essere raggiunto in tempi umani camminando, ci sono ampi spazi verdi e tantissimi posti in cui vorrei abitare, si possono tenere le finestre aperte senza respirare smog, si puo’ dormire in silenzio. A Torino quasi quasi ci vogliono 10 minuti solo per arrivare ad un panettiere, figuriamoci il resto…
Quanto ai cuneesi… sinceramente, non lo so. Forse perchè vengo da una serata spettacolare passata in compagnia di persone completamente sconosciute (a parte Fede, 1 conoscente su 14 presenti), forse perchè penso questo sia un problema molto più grande. Le persone speciali sono poche, sono sempre di meno. A naso nella mia vita posso contare 5 persone “speciali”, persone che in qualche modo lasciano un solco nella mia vita. Intorno, la nebbia. Forse sarà un problema mio, ma è una cosa preoccupante.
Chiusa la parentesi.
Cosa ti manca, Cuneo? Purtroppo, per forse per tua scelta, ti mancano i sogni. O forse io non riesco ad ambientare i miei all’interno dei tuoi confini, ed allora ti mancano solo i miei sogni. Troppo.
Cazzate, io un sogno che ti riguarda ce l’ho, ed è ben grande. Non riesco solo a farlo coincidere con il problema piu’ grosso: finanziarlo, questo sogno, senza “vendere l’anima” (lavorativa).
Ovvero: “è fatta!!!”. Anche il momento della mia prima presentazione in inglese appartiene al passato, con tutto il suo carico di nervosismo, dubbi, insicurezza e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Alla fine il mio talk è stato soddisfacente, nel momento il cui è iniziata la sessione ho sentito la tensione scivolare via, e c’e’ stato solo piu’ posto per la Context Awareness
Come previsto, è arrivata una domanda sulle ontologie: domanda vaga, risposta vaga. Uno pari. La seconda domanda invece era piu’ interessante e riguardava il rapporto con piattaforme IMS (IP Multimedia System): l’integrazione è effettivamente work-in-progress, e la risposta ha soddisfatto il mio interlocutore!
Penso che le slide verranno presto pubblicate in PDF sul sito della conferenza… quindi, cari curiosoni, non vi resta che pazientare qualche giorno!
Ieri sera c’e’ stata la cena di gala con tanto di intervento di Peter Molyneux, che ci ha presentato una demo di Fable 2 ed ha espresso la sua visione del rapporto tra Context Awareness e videogiochi. Peter è una persona affascinante sotto molti punti di vista: la prima cosa che colpisce è il suo modo di parlare, molto teatrale. La seconda cosa è l’entusiasmo: si vede quando una persona ama il proprio lavoro (ed è così fortunata da lavorare “giocando”). La terza cosa è che Peter è un genio, ma questo per gli appassionati di videogiochi è sempre stato chiaro: ci sono persone che rispetto alla media sono semplicemente anni luce avanti.
La demo di Fable 2 è veramente impressive, anche se abbiamo potuto soltanto approfondire la dinamica del rapporto tra il protagonista ed il proprio cane. In questo gioco, il cane conosce poche regole fondamentali: proteggere il padrone, proteggere se stesso, non essere di intralcio al padrone, e principalmente ama il suo padrone. A tal punto da seguirlo per miglia e miglia pur di ritrovarlo.
Peccato non aver avuto l’opportunità di scambiare due parole direttamente con Peter: è scappato immediatamente dopo il discorso!
E sono di nuovo quasi in partenza…. Domenica si va a Guilford, nel Surrey, a pochi chilometri da Londra. Questa volta c’è una presentazione da tenere, quindi poco o niente relax: immagino già modifiche alle slide fino al penultimo secondo, prove e controprove del discorso… magari niente di simile alla vigilia della laurea, ma un po’ di nervosismo è innegabile.
Oggi spulciavo il programma della conferenza (CAPS 2007, 3rd workshop on Context Awareness for Proactive Systems), e sono rimasto colpito dal nome dello special guest della cena di gala: Peter Molyneux! Lacrimuccia!!! L’idolo di pomeriggi interi passati davanti all’Amiga o al PC … alzi la mano chi non ha mai giocato a Syndicate, Theme Park, Magic Carpet, Dungeon Keeper o Black & White!!! (No Fede, tu non conti…..)
Peter ha fondato la Bullfrog(ahime’ defunta) nel lontano 1987, raggiungendo il successo con giochi veramente splendidi ed in grado di far sognare noi ragazzini… siamo diventati mercenari al soldo di futustiche corporazioni, oppure gestori di un parco giochi, o dungeon master…. addirittura Divinità (in Black & White!).
Ecco l’elenco dei giochi sviluppati dalla Bullfrog:
Due scheletri, probabilmente di un uomo e una donna, abbracciati da 6000 anni. Sono stati trovati a Valdaro, in una zona industriale vicino Mantova durante alcuni scavi. Secondo gli archeologi si tratterebbe di una coppia di individui giovanissimi, morti nel periodo neolitico. I due sono stati sepolti uno di fronte all’altro, faccia faccia; le ossa delle braccia e delle gambe si sovrappongono in un abbraccio che gli ha già fatto guadagnare il soprannome di ‘amanti di Valdaro’.
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