Ebbene… purtroppo la parentesi egiziana è finita in fretta, e mi ritrovo sul solito divano a cercare di scrivere qualcosa a proposito di questa vacanza. Splendida, se dovessi descriverla con un solo aggettivo.
Marsa Alam in realtà è una città che non esiste: è un nome dato ad un centinaio di case, un ospedale, una scuola ed una tangenziale. Il resto è nulla, oppure villaggi turistici. La prima cosa che ci è stata fatta osservare dalla guida è stata questa: “A destra: il nulla. A sinistra: il nulla. Davanti: il nulla. Dietro: il nulla“. Grazie al cielo questa parte di Egitto è ancora… incontaminata… rispetto a Sharm el Sheik.
Il villaggio iClub che ci ha ospitati era il Sol y Mar Solitaire: relativamente piccolo, 80% di camere riservate alla clientela italiana, due piscine e, ovviamente, la spiaggia. La prima sensazione che si prova è di quiete: non c’e’ coda ai ristoranti, non c’e’ ressa nelle piscine, non c’e’ da lottare per un ombrellone in spiaggia… viene quasi da chiedersi dove siano finiti gli altri ospiti!
Sette giorni di vacanza sono pochi, ma ci sono parecchie cose di cui vorrei parlare e di cui scrivero’ nei prossimi giorni:
La gita a Wadi el Gemal
Il mio trionfo nel torneo di bocce
Le nuove persone conosciute, e gli animatori
La birra Grolsch che ho visto in un frigo all’aeroporto di Marsa Alam, ed il triplice controllo dei documenti.
Non è cosa da tutti i giorni cenare dentro il Royal Castle di Budapest, tra quadri e statue ed opere d’arte… Fatto sta che, ringraziando la potenza degli sponsor e della Comunità Europea, ieri ho potuto far finta per qualche ora di essere un nobile d’altri tempi, in occasione della cena di gala.
Dalla terrazza si puo’ ammirare il panorama notturno di Pest… roba da mozzare il fiato.
Primo giorno in Budapest… oggi è iniziato ufficialmente il 16° IST Mobile & Wireless Communications Summit, organizzato con il patrocinio della Comunità Europea e da sempre luogo di ritrovo dell’Europa che “conta“… di cui ovviamente non faccio parte: poco importa, tra qualche anno tutto questo sarà mio!! Uahahahahah!!!
Va bene… basta cazzate. Il mio diario di viaggio oggi si è arricchito di due nuove tappe: la Cittadella ed il fantasmagorico Fatàl, che non c’entra niente con il futuro delle telecomunicazioni, ma è sicuramente il ritrovo dell’Ungheria che mangia. La Cittadella, una fortezza dalla storia singolare. Innanzitutto va detto che non fu mai colpita nemmeno da una palla di cannone (venne costruita per difendere la città da eventuali insurrezioni, ma quando fu terminata la situazione era drasticamente cambiata)… oggi è ricordata specialmente per i fantastici panorami che offre: la Duna e Pest.
Capitolo a parte merita il Fatàl, che tanto per la cronaca è un ristorante. Non uno qualunque: un ristorante in cui si mangia veramente tanto. Il brodino di carne che ho preso per antipasto bastava già anche per il pranzo di domani….. per non parlare dei “pork medallions“: una padella con diametro maggiore di una spanna, su cui sono adagiati 3 o 4 medaglioni di maiale letteralmente sommersi da patate al forno e da verdure tagliate sottili. Sinceramente, dopo metà padella mi sentivo scoppiare… infatti ho interrotto. Ah, non dimentichiamo il vino….. un bianco buonissimo dal nome impronunciabile: Egri Kyraliqualcosa… 13 gradi di alcolica squisitezza! L’unico neo, se vogliamo, è che si paga solo in contanti… ma accettano anche gli Euro…
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