Diciamolo… ormai disperavo di poter scrivere questo post, specialmente quando ho visto l’ennesimo cross agguantato dal portiere del Werder. Sembrava una di quelle partite “maledette”, nel senso che la Juve stava giocando maledettamente male.
Ma dicevo del cross… e del portiere che abbranca in presa, fa due passi e si butta per terra abilmente, per perdere tempo… chiudo gli occhi ed impreco silenziosamente
peccato che invece che perdere tempo perda la palla un sussulto, qualcosa sta succedendo
“Puma!!!”
Emerson si gira e tira non ci credo
la palla entra, lo stadio esplode esplodo anche io…
Fede, carissima… ti faro’ diventare miliardaria, con il tuo nuovo libro sulla conciliazione il tifo e la vita privata…
Parigi è veramente splendida.
Anche se un weekend e’ veramente troppo poco… ci vorrebbe un mese, o forse anche di piu’, per apprezzare le meraviglie di questa città: Notre-Dame, Saint Germain des Prés… che di notte aumentano esponenzialmente in proprio fascino grazie ad una illuminazione a dir poco affascinante.
Passa un po’ tutto in secondo piano… Beh, quasi tutto! La mia prima trasferta di lavoro sarà il ricordo di una sensazione strana, un calderone di emozioni che sicuramente sono state esaltate dalla mia quasi totale inesperienza nell’ambito dei progetti europei.
E poi… E poi c’era un compleanno da festeggiare, uno di quelli veramente importanti…
Nonostante le mie frequenti visite in terra di Germania, fatico ancora ad abituarmi al modo di mangiare di questi tedeschi: carne su carne, fritto su fritto, salsine su salsine… l’unica cosa che va giu’ senza fare troppo danno e’ la birra, che ha dei prezzi veramente invitanti.
Questa volta pero’ ho toccato il fondo. Immaginate una frittella di patate (e cipolle, ma questo non era possibile saperlo, prima dell’assaggio), untissima e bollente. Immaginate di mangiarla insieme ad una fresca cremina di mele. Finche’ la frittella e’ bollente, non si sentono le cipolle… poi viene lo schifo in gola, e ci si rende conto che lo stomaco sar? impegnato per qualche ora nel difficile tentativo di digerire questo strano accostamento di sapori, seppur innaffiato da una cospicua quantit? di dunkel Bier.
Cosa raccontare di questa quattro giorni a Frankfurt?
Innanzitutto, andrebbe detto che per arrivare a destinazione, passando da Strasbourg, sarebbe opportuno evitare il traforo del Monte Bianco, giusto per evitarsi un paio d’ore di coda (camion bloccato) ed una strada (N506, che tu sia maledetta!) che con la sua accoppiata ghiaccio&nevischio ricorda le piu’ ostiche tappe del rally di MonteCarlo. Se qualcuno della zona ha visto passare mercoledi’ sera una comitiva di italiani… beh, eravamo noi! Martigny sembra favolosa, vista dall’alto. Ma andiamo oltre.
I mercatini di Natale. Quale incredibile stereotipo ci fa credere che siano dominati da bancarelle strapiene di addobbi natalizi e presepini? Niente di piu’ sbagliato! Questi tedesconi pensano solo al cibo!!!! Dolcetti di marzapane, frutta ricoperta di cioccolato, Gluhwein, Apfelwein, patate sommerse da salsine innominabili, paninazzi di wurstel e salsiccia, pesce fritto e birra, questo e’ quello che offrono i mercatini di Natale di Frankfurt! E’ il cimitero dei fegati!
Altro appunto di viaggio: gli svizzeri sono antipatici fino al midollo, ti fanno pagare 40 franchi per passare sull’autostrada, non sanno fare il caffe’ e, come se non bastasse, lo fanno strapagare. I tedeschi invece le autostrade le sanno fare eccome (ci sono lunghi tratti a 4 corsie), e non te le fanno pagare manco un centesimo. Peccato per la lingua…
A poche centinaia di metri dalla stazione.
Una coppia di giovani, spaesati, davanti ad un palazzo giallino, di cui non si vede l’ingresso.
“Am?, sta a vedere che mo facciamo un giro della miseria e poi scopriamo che l’albergo era questo”.
…….
Heidelberg, 12 novembre 2005… ore 11:10.
Qualche centinaia di metri dalla stazione.
Qualche centinaia di metri percorsi a piedi cercando l’albergo.
Una coppia di giovani, non piu’ spaesati, davanti ad un palazzo giallino, di cui si vede l’ingresso.
Ti vedo trasformare lacrime in coriandoli
con un bicchiere in mano
mi ritrovo qui a scoprire
lucida, splendida
serenità… E ridi ancora
mi aiuti a respirare
Bianco aquilone
che gioca con il sole
Aspettami…
voglio salire lass?…
there’s gotta be a record of you some place you gotta be on somebody’s books
the lowdown – a picture of your faceyour injured looks the sacred and profane
the pleasure and the pain
somewhere your fingerprints remain concrete and it’s your face I’m looking for on every street
Marburg… andata e ritorno.
Non riesco a trovare le parole per raccontare il magnifico weekend… quindi non lo faccio. Tanto i ricordi sono dentro di me, e da li non sfuggono. Voglio invece soffermarmi su quanto e’ bello volare di notte… o meglio ancora, su quanto e’ bello vedere il mondo dall’alto, quando tutto e’ o nero oppure giallo-bianco-rosso-arancione. Mi e’ capitato di guardare fuori dal finestrino immediatamente dopo il decollo… e sono rimasto incantato come un bambino, ad ammirare le luci di Frankfurt e dei mille paesini limitrofi… e per l’ennesima volta ho avuto la conferma che Torino, di notte, diventa davvero una città magica, specialmente se si ha la fortuna di poterla vedere dall’alto, specialmente se si ha la fortuna di prendere un volo con una rotta che prevede due passaggi sulla città, da nord a sud e poi da sud a nord, in direzione caselle… si vedeva tutto… la Mole, via Po… piazza Statuto… Tilab!
“Pioggia io sarò,
per toglierti la sete
sole salirò
per asciugarti bene
vento arriverò
per poterti accarezzare
ma se vuoi
se tu vuoi
tra fango e neve
tra fango e neve
impazzirò”
A poco piu’ di un anno dalla mia laurea, eccomi di nuovo a festeggiare… questa volta e’ stato il turno di Fede, che da ieri si puo’ meritatamente fregiare del titolo di Dottoressa in Scienze e Tecniche Psicologiche!!!
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