Vero, devo ricordarmi di pagare il rinnovo dell’hosting. Vero, come ogni anno mi chiedo se ne valga la pena di spendere soldi per un blog che aggiorno saltuariamente. Purtroppo non ho lo charme delle bloglet, o forse la “blogosfera” non ha bisogno dell’ennesimo tecnofan juventino.
Santo cielo, la blogosfera.
Che nome idiota. Un tempo era più facile, c’era IRC e c’erano gli altri: fregandosene degli altri, restava abbastanza tempo da dedicare alla rete. Adesso no, adesso se vai al cesso devi twittarlo. Se organizzi un evento, dev’essere su Facebook. Se protesti contro Berlusconi, dev’essere su Friendfeed. Guai a chi sbaglia il post. Scusate, il posto.
Che poi adesso la moda è già andata oltre. Adesso le bloglet – per elevarsi nell’immenso iperUranio delle bloglet – devono chiuderlo il blog. Rest in peace.
E non sei niente, ma fai di tutto…
…per sembrare qualcosa.
Tanto per andare controcorrente, questo blog non chiude.
Tanto per andare controcorrente, questo blog continuerà a essere aggiornato molto saltuariamente, o meglio… quando ne avrò voglia.
Un paio di mesi fa riflettevo sul tema “Facebook vs Friendfeed”, tornato violentemente in auge dopo la notizia dell’acquisizione di FF da parte di Facebook ($50M, mica bruscoletti). Non sono esattamente un ultrà di FF, e sicuramente non sono ultrà di Facebook (ops, volevo dire “fan”). Eppure continuo a pensare che siano l’uno il complemento dell’altro. Se Friendbook (Facefeed) farà davvero schifo come ventilato da Sba, lo vedremo. Ed eventualmente ci sposteremo verso un nuovo social network.
Se dovessi dar voce alla Jena, direi che l’odio atavico dei Friendfeeders verso Facebook è un sentimento dovuto al sentirsi degli “eletti” rispetto alla massa. E gli eletti – per definizione – non vogliono tornare a confondersi con i miserabili.
Credo che Scoble abbia riassunto perfettamente la diatriba in due frasi:
1. Facebook is unusable? That’s what I’m reading here. Well, please explain how 300 million use it then. Including my wife, my son, me, and ALL of Maryam’s elementary school friends from Iran. (http://ff.im/6rij4)
2. I think some of the stuff I’m reading about Facebook is laughable. Really? I went over and used it tonight and the news feed is very similar to FriendFeed. The technology from here will fit right in.
Da qualche settimana, complice Sba, ho cominciato a utilizzare in modo costante il mio account FF, creato all’incirca un anno fa (su FB esistevo almeno dal 2007).
Prima dell’invasione italiana, FB non era altro che “l’ennesima iscrizione a un sito fatta senza un perchè”. Poi è arrivata l’era della ricerca spasmodica delle persone che per un motivo o per l’altro avevo “perso”. Poi, l’era del “ti taggo” (storpionimo di “te tagghiu”). Oggi uso Facebook per fare i simpatici top5 di LivingSocial e per scambiare qualche messaggio, o per curiosare le foto altrui.
Posso senz’altro dire che l’impatto più grosso di FB sulla mia vita digitale ha riguardato proprio questi ultimi due aspetti: foto e messaggi.
Il pregio più grosso di Facebook è stato quello di trasformare un’attività noiosa – il taggare le foto – in un’attività sociale. Il passaggio da SMS / email a messaggio IM è dovuto a fattori economici: se sono sicuro che la persona a cui voglio scrivere si collega spesso, tanto vale risparmiare qualche centesimo e scrivere su FB. In linea di massima scrivo SMS a Fede, ai “non-facebookiani”, oppure quando è importante che il messaggio sia letto in fretta. Oppure per i compleanni di persone “importanti”. Nel mondo di Facebook, un SMS al posto di un messaggio è anche sinonimo di maggiore “considerazione”. Triste ma vero.
Friendfeed per me è il complemento di FB. Friendfeed è, per natura, orientato al far comunicare persone che non si conoscono, ma che condividono interessi comuni: voglia di cazzeggiare, voglia di comunicare, voglia di uscire dalla quotidianità per confrontarsi con il mondo. Digitale, si intende. Se posso dire di conoscere la stragrande maggioranza dei miei contati FB, su FF è l’esatto opposto. Interagisco con estranei, con persone che vado a conoscere commento dopo commento, like dopo like. Hide dopo Hide. Friendfeed è, lasciatemelo dire, quell’evoluzione del (Not Yet) Free Thinking che io e Sba provavamo a diffondere ai tempi di NYFT.
Grazie alla nuova interfaccia (a me piace, ma è stata ampiamente criticata), collegarsi a FF è l’equivalente di tuffarsi in mezzo a Via Garibaldi il sabato pomeriggio, senza freni inibitori. Si colgono brandelli di conversazione, si prova a intervenire, si riconoscono gli immancabili Narcisi e gli immancabili so-tutto-io.
Si scoprono le cose più disparate e si scarta tantissimo rumore.
Ok, I admit I’ve cheated: Google Reader is much more than just a website. I use it as a replacement for any kind of newspaper. I have folders with “anything-Apple” news, sports feeds, ANSA news, geek stuff, webdesign magazines, photography and much more. Oh, and updates from my Twitter and Facebook buddies. With 800+ entries coming in each day, I’m pretty sure I’m not missing anything important happening in the world.
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