L’Italia s’e’ desta

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Come la mettiamo, cari tedeschi?
Ospitali come cactus sotto i piedi, picchiatori, provocatori…. brutto dover chinare la testa proprio di fronte ai tanto odiati italiani, vero?

A Berlino ci andiamo noi.

Berlin

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Brandenburger Tor


Reichstag

Mi sono appena reso conto che, delle prossime 6 settimane, 3 le passero’ in giro per l’Europa, senza nemmeno usare un giorno di ferie. Ovvero: tutto spesato, voli, alberghi, pasti. Una vita da nababbo!

La prima tappa sarà Berlino, dove andrò a seguire il 6° International Workshop on Applications and Services in Wireless Networks (ASWN 2006), evento che quest’anno si concentrer? principalmente sulla tematica del pervasive computing, context awareness e piattaforme per servizi mobili.

Va beh…. ne approfittero’ per fare un bel giro della città… mi sto già pregustando un delizioso brezel pucciato in una tanica di birra….

Torino – Strasbourg – Frankfurt – Torino

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Oh, il mio povero fegato…

Nonostante le mie frequenti visite in terra di Germania, fatico ancora ad abituarmi al modo di mangiare di questi tedeschi: carne su carne, fritto su fritto, salsine su salsine… l’unica cosa che va giu’ senza fare troppo danno e’ la birra, che ha dei prezzi veramente invitanti.

Questa volta pero’ ho toccato il fondo. Immaginate una frittella di patate (e cipolle, ma questo non era possibile saperlo, prima dell’assaggio), untissima e bollente. Immaginate di mangiarla insieme ad una fresca cremina di mele. Finche’ la frittella e’ bollente, non si sentono le cipolle… poi viene lo schifo in gola, e ci si rende conto che lo stomaco sar? impegnato per qualche ora nel difficile tentativo di digerire questo strano accostamento di sapori, seppur innaffiato da una cospicua quantit? di dunkel Bier.

Cosa raccontare di questa quattro giorni a Frankfurt?

Innanzitutto, andrebbe detto che per arrivare a destinazione, passando da Strasbourg, sarebbe opportuno evitare il traforo del Monte Bianco, giusto per evitarsi un paio d’ore di coda (camion bloccato) ed una strada (N506, che tu sia maledetta!) che con la sua accoppiata ghiaccio&nevischio ricorda le piu’ ostiche tappe del rally di MonteCarlo. Se qualcuno della zona ha visto passare mercoledi’ sera una comitiva di italiani… beh, eravamo noi! Martigny sembra favolosa, vista dall’alto. Ma andiamo oltre.

I mercatini di Natale. Quale incredibile stereotipo ci fa credere che siano dominati da bancarelle strapiene di addobbi natalizi e presepini? Niente di piu’ sbagliato! Questi tedesconi pensano solo al cibo!!!! Dolcetti di marzapane, frutta ricoperta di cioccolato, Gluhwein, Apfelwein, patate sommerse da salsine innominabili, paninazzi di wurstel e salsiccia, pesce fritto e birra, questo e’ quello che offrono i mercatini di Natale di Frankfurt! E’ il cimitero dei fegati!

Altro appunto di viaggio: gli svizzeri sono antipatici fino al midollo, ti fanno pagare 40 franchi per passare sull’autostrada, non sanno fare il caffe’ e, come se non bastasse, lo fanno strapagare. I tedeschi invece le autostrade le sanno fare eccome (ci sono lunghi tratti a 4 corsie), e non te le fanno pagare manco un centesimo. Peccato per la lingua…

le ultime parole famose

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Heidelberg, 12 novembre 2005… ore 10:50.

A poche centinaia di metri dalla stazione.
Una coppia di giovani, spaesati, davanti ad un palazzo giallino, di cui non si vede l’ingresso.

“Am?, sta a vedere che mo facciamo un giro della miseria e poi scopriamo che l’albergo era questo”.

…….

Heidelberg, 12 novembre 2005… ore 11:10.
Qualche centinaia di metri dalla stazione.
Qualche centinaia di metri percorsi a piedi cercando l’albergo.
Una coppia di giovani, non piu’ spaesati, davanti ad un palazzo giallino, di cui si vede l’ingresso.

“Ma vaaaaaafffff….”

e se succedesse da noi?

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Il Duomo di Frankfurt… in ristrutturazione

E se succedesse da noi? Ve lo immaginate Sgarbi??? Hihihihi…

Der deutsche Traum

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Marburg… andata e ritorno.
Non riesco a trovare le parole per raccontare il magnifico weekend… quindi non lo faccio. Tanto i ricordi sono dentro di me, e da li non sfuggono. Voglio invece soffermarmi su quanto e’ bello volare di notte… o meglio ancora, su quanto e’ bello vedere il mondo dall’alto, quando tutto e’ o nero oppure giallo-bianco-rosso-arancione. Mi e’ capitato di guardare fuori dal finestrino immediatamente dopo il decollo… e sono rimasto incantato come un bambino, ad ammirare le luci di Frankfurt e dei mille paesini limitrofi… e per l’ennesima volta ho avuto la conferma che Torino, di notte, diventa davvero una città magica, specialmente se si ha la fortuna di poterla vedere dall’alto, specialmente se si ha la fortuna di prendere un volo con una rotta che prevede due passaggi sulla città, da nord a sud e poi da sud a nord, in direzione caselle… si vedeva tutto… la Mole, via Po… piazza Statuto… Tilab!

Un vero spettacolo…