two faces

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… One that laughs, one that cries / one says hello one says goodbye …

Come faccio a trovare sempre qualcosa di positivo a cui appigliarmi? Probabilmente sono solo molto bravo nel mostrare all'esterno la faccia col sorriso, la faccia che non disturba, la faccia che ispira fiducia. Eppure soltanto uno stupido potrebbe sorridere sempre, soltanto un debole non disturba mai, soltanto uno bugiardo si vanta di non avere dubbi mai. In me convivono due anime, quella sempre sorridente e quella che si strazia per tutte le cose che non vanno nel modo giusto. Basta fermarsi un attimo e accorgersi che c'e' un motivo se molte delle "mie" cose ruotano al tema delle due facce: le canzoni ("I duri hanno due cuori", Ligabue e "Both sides of the story", Phil Collins), la maglia del cuore (il bianco e il nero), il tema di questo blog. Ci avete mai fatto caso? Belli i colori, bello il sole, vero? C'e' una ragazza con il sole alle spalle pronta ad affrontare il futuro con la propria grinta, e c'e' un ragazzo con l'impermeabile (io ho sempre pensato che fosse Nathan Never) a contemplare un futuro pieno di dubbi e privo di certezze.

L'unica sua certezza è che da qualche parte esiste davvero quella ragazza, ragazza che grazie a lui riesce ancora a colmarsi della bellezza e della luce del sole. Ragazza di cui lui è complemento.

La realtà è che ogni sorriso di quella ragazza è in grado di cancellare fiumi di lacrime.

 

Centro del mondo

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Portami ovunque
portami al mare
portami dove
non serve sognare

Chiedimi il cambio
solo se devi
sei brava a guidare
e dopo portami oltre che lo sai fare
Dove sparisce qualsiasi confine
fammi vedere che cosa vuol dire
viaggiare col cuore
sei sempre così il centro del mondo…

ellesette – Assago – 15 dicembre

Si parla di rock 2 Commenti »
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ellesette

Assago, 15 dicembre 2007

Splendido.
Non mi vengono in mente molte altre parole per definire questo spettacolo. Erano ormai parecchi anni che non vedevo un vero concerto del Liga (il Campovolo preferisco dimenticarlo)… e sinceramente temevo di uscire dal Forum insoddisfatto.

ellesette

Beh, le cose sono andate diversamente.

ellesette

E’ bastata l’intro, le luci dietro al telone che copriva il palco… al primo accordo di Sogni di Rock ‘n Roll, avevo i brividi. Quando, come tanti anni fa, il telone è caduto durante l’inizio di Sulla mia strada, sono tornato indietro di sette o otto anni. Figlio di un cane è sempre lei, colonna sonora di tante estati, e per me sarà sempre dedicata a tutti quelli che sanno che è difficile non avere un padrone

Walter il Mago, fino a sabato sera, era una di quelle canzoni “qualunque”. Oggi invece mi ricorda di un ragazzino che provava a muovere i suoi primi passi da uomo, con un cuore sempre strapieno di sogni. Ma soprattutto mi ricorda un carissimo amico che quei passi li ha fatti insieme a me.

Quando è iniziata Bar Mario, ho pensato a quanto cambiano le persone, ed a quanto è bello scoprire che certe cose di te non cambieranno comunque.

Altre cose invece cambiano. Accadono e ti cambiano. Per sempre. Se fossi stato da solo, non sarebbe stata una serata speciale. Quante cose da portare nel viaggio insieme

Ecco la scaletta:

1. Sogni di r’n’r
2. Sulla mia strada
3. Bambolina e barracuda
4. Il giorno di dolore che uno ha
5. Figlio di un cane
6. Si viene e si va
7. Walter il mago
8. Ho perso le parole
9. Questa è la mia vita
10. Ho messo via
11. Il giorno dei giorni
12. Medley: Bar Mario, Jumpin’ Jack Flash, Nato per me, I duri hanno due cuori, Rebel rebel, Bar Mario reprise
13. Gli ostacoli del cuore
14. Certe notti
15. Le donne lo sanno
16. Piccola stella senza cielo
17. Balliamo sul mondo
18. Marlon Brando è sempre lui

19. Niente paura
20. Happy hour
21. Urlando contro il cielo
22. Buonanotte all’Italia

a lonk walk home…

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Hey pretty darling don’t wait up for me
gonna be a long walk home…

Mi era già successo qualche anno fa, di sentirmi cosi’ strano. Era il 2002, piu’ o meno di questi tempi. Bruce era appena passato come un uragano su Bologna: il mio primo concerto del Boss.
Il 17 dicembre di quell’anno Ligabue suonava al palazzetto di Cuneo, ed io c’ero, alla transenna. Mi ricordo ancora adesso che al momento dell’inizio del concerto cominciai a pregare che al posto del Liga uscisse lui, il Boss… avevo appena visto la Luce, e non potevo piu’ farne a meno. Pur di saziarmi, l’anno dopo andai in pellegrinaggio a Firenze (e fui premiato con la tanto agognata transenna) e Milano (e li’ fui premiato dal diluvio universale…).

Incredibilmente a 5 anni di distanza tutto si ripete. Di nuovo Bruce in autunno, pochi giorni fa, e di nuovo Liga a dicembre, questa volta al forum di Assago. Potrei quasi scommettere che quella sera esprimero’ lo stesso identico desiderio, quello di sentire di nuovo urlare “Is there anybody alive out there???”…

Ah… questa sera iniziano le prevendite per il concerto di Bruce a San Siro

Per riprendere  la citazione iniziale… sarà un lungo ritorno. Non tanto un ritorno a casa, quanto piuttosto un ritorno alla normalità…

campovolo, 10 settembre

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Che spettacolo!

Non mi era mai capitato di ritrovarmi tra 200 mila persone… ed e’ stata una sensazione bella, incredibile. E spiazzante. Un po’ come trovarsi seduti su un prato, svaccati sotto il sole di mezzogiorno. E poi, doversi sedere, perche’ lo spazio vitale si sta riducendo… e poi accovacciarsi, perche’ – cazzo – sono le 18 e mancano tre ore al concerto… e poi alzarsi, perche’ non c’e’ altro modo per sopravvivere.

E poi ascoltare un bel concerto di Bennato, e di Elisa… e poi tremare all’attacco de “Il giorno dei giorni”.

Il concerto e’ stato impressionante, davvero bello. Peccato solo per due cose:

1) la distanza dal palco
Impossibile… un campo da calcio di distanza! Ed eravamo vicini ad uno dei palchi minori, per fortuna…. almeno abbiamo visto bene Liga e Mauro Pagani (splendido, come sempre). Peccato aver dovuto vedere tutto il resto sui maxischermi…

2) l’audio
Una schifezza. Veramente. Sembrava di essere a casa, con lo stereo un po’ alto. Non mi era ancora mai capitato di andare ad un concerto e di sentire la mia voce!!!

Tralascio, per pietà, di sparare a zero sull’organizzazione dei treni, la mattina di domenica. Credo che la colpa vada spartita in parti eguali tra le forze dell’ordine, incapaci di gestire le migliaia di persone che affollavano la stazione, e Trenitalia, che ha fornito un servizio veramente schifoso.
Ora… ci voleva tanto a dividere la gente per destinazione??? Gli unici 2 ingressi erano intasati da ragazzi e ragazze che dovevano partire per Milano e Bologna… e chi aveva altre destinazioni si fotteva, bellamente. Ho visto almeno 10 treni partire con ritardi tra i 30 e i 120 minuti… ed ho visto partire 10 treni per Milano, prima che venisse lasciato passare l’espresso per Torino. Lascio perdere, perche’ sparare su Trenitalia e’ come sparare sulla Croce Rossa… hanno gia’ i loro bei problemi (zecche in primis), per potersi interessare anche solo minimamente all’utenza.