tu chiamalo, se vuoi, natale…

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C’è una guerra che mi fa paura

Una crisi che non si risolve

Vedo gente che sta male, come me, come me

Se guardo in alto vedo sfuocato

Se guardo in basso rischio di cadere giù

Sto correndo, ma sono fermo, mi sto muovendo però rimango immobile

 

"Immobili" – Negrita – Dannato Vivere

(it’s like) The sound of winter

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E' curioso come alcuni gruppi musicali riappaiano sulla scena proprio nei momenti in cui possono lasciare il segno dentro una fase della mia vita. Mi riferisco ai Bush, tornati in auge con il singolo "The Sound Of Winter". Saranno meno giovani e meno incazzati rispetto a Sixteen Stone, ma sono sempre loro.

 

The sound of winter mi fa riflettere. Mi fa pensare a questo momento così particolare della mia vita: mai come ora ho sentito la necessità di lasciare un segno nel mondo. E' una frase stupida, detta così, me ne rendo conto. Mi sembra di perdere tempo, di non fare abbastanza, di sprecare la vita che mi è stata donata. Mi sembra di vivere di rendita dopo aver indovinato un terno al lotto, ma non è una situazione sostenibile. Devo, devo, devo, devo, devo lasciare un segno. Una fotografia, un'app, qualsiasi cosa pur di dimostrare di esserci.

 

Mi fermo. Rifletto.

 

Di nuovo mi vengono in mente spiegazioni che molti troveranno stupide. Ma io sono una persona semplice. Ottobre è stato il mese in cui il la vita ha salutato due persone completamente diverse: Steve e Sic. Sapevo di ammirare il primo, un genio indiscusso della tecnologia, l'uomo che con la sua tenacia e la sua fantasia ha plasmato il futuro. Sapevo che il keynote di giugno sarebbe stata l'ultima volta in cui l'avrei visto, eppure la notizia della sua morte mi ha lasciato senza parole, letteralmente. Non immaginavo di sentire la mancanza di Sic, non immaginavo di poter piangere per quel capellone col numero 58. Dice bene Gramellini: "è come se ci avessero ammazzato il futuro".

E a proposito di gruppi che riappaiono quando sanno di lasciare il segno: i Negrita. "La vita incandescente".

 

"La vita è incandescente

è istinto primordiale

chi non si è fatto male

non l'ha vissuta mai…"

 

Cara vita, ti assicuro che stai facendo del male. Basta per dire che ti sto vivendo?

 

"E sopra il comodino

un Cristo personale

ci può giustificare

e ci perdonerà"

 

Ho letto alcune interpretazioni di questa canzone, e la frase piu' gettonata è "non piacerà agli atei". Non la penso assolutamente così… non credo che il Cristo di cui si parla in "la vita incandescente" sia una figura religiosa, tantomeno il Cristo dei cattolici. Secondo me il Cristo personale non è altro che quello che riusciamo a trovare dentro noi stessi, punto e basta. Affidarsi solo ad aiuti esterni nei momenti di difficoltà è pericoloso, la forza di rialzarsi deve sempre venire principalmente da dentro.

"You've got to hang on to yourself"

I Bush, ancora.

Negrita @ Colonia Sonora

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Collegno, 17 luglio 2009

 

Borghetto, Collegno, Roma e tutto il resto

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Se c’e’ qualcosa in me che funziona bene, è sicuramente la memoria. A scuola è sempre stato un vantaggio: leggevo un paio di volte la lezione, e senza troppa difficoltà ero pronto. Il ricordo più “vecchio” che credo di possedere a livello conscio è il giorno in cui è nata mia sorella, 26 anni fa. Di anni ne avevo 3.

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Ieri, dopo 11 anni, ho rivisto una carissima amica degli anni di Borghetto. E’ bastato per scatenare un oceano di ricordi che credevo sommersi: dalle camminate strisciando i piedi ai tatuaggiMaoriConlHenné alla Gelateria Dolce Idea - forse nemmeno i borghettini se la ricordano – e al cono gelato da cinquegusti-cinquemilalire che inaugurava e chiudeva le vacanze al mare. Ci riderete su, ma decidere quali erano i 5 gusti del gelatone era un’impresa, e iniziavo a pensarci almeno una settimana prima. Sul gelatone non si scherzava, nemmeno da bambini.

Quanto è cambiata Borghetto. Il lungomare rimesso a nuovo, le sale giochi scomparse. Di primo acchito sapere che i “miei” posti non ci sono più mi mette tristezza. Poi penso che questi cambiamenti hanno contribuito a cristallizzare i ricordi nella mia mente, e che quei posti – almeno per me – ci saranno sempre.

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Questa sera i Negrita. Live. Finalmente. Praticamente l’apoteosi del rock. Se siete nel Torinese, se amate il rock, se volete assistere a un gran concerto, non avete scuse: ci vediamo a Collegno.

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Oggi iniziano i Mondiali di Nuoto a Roma. Ora che mi sono riscoperto figliol prodigo della piscina, non posso che augurare buona fortuna a Roma e ai nostri atleti: fateci divertire.

Setlist.fm

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Un sito molto carino, per i fanatici delle scalette dei concerti: Setlist.fm.

Io ho contribuito con queste:

Negrita @ Torino, 12/02/09

Negrita @ Fossano, 3/12/05

Negrita @ Torino, 18/11/05

Negrita @ Alba, 30/07/05

Un po’ monotematico? :-)

La figata di questo sito è che utilizza Facebook Connect: se si possiete un account Facebook (e se si vuole utilizzarlo), non è necessario registrarsi e tenere a mente l’ennesima accoppiata login+password… veramente utile!!!

Siete su Radio Conga…

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C’e’ qualcuno la sopra? May-day may-day?

NE-GRI-TA! Ancora una volta il loro ciclone si abbatte su Torino e riempie un Palastampa/Mazdapalace strapieno. Le sonorità sud-americane sono ormai entrate a far parte del sound dei Negrita, ed è un cambiamento che potrà piacere o meno. A me piace: oggi i Negrita non sono solo uno dei tanti gruppi rock italiani, ma piuttosto una piacevole certezza. Radio Zombie è stato il culmine del percorso “rock”, un vero e proprio capolavoro. Avrebbero potuto sfornarne cloni ogni due anni, invece hanno avuto il coraggio e la capacità di intraprendere un percorso di esplorazione musicale che ci ha regalato L’uomo sogna di volare e questo scatenato Helldorado.

…Ma si sa che la routine non si sposa al rock’n'roll…
Tu lo sai come appagarmi, tu lo sai come funziona…

Sei Grazia e sei Regine di ‘sto Re senza corona…

Ma cherie! Per sempre Giramundo…
Cherie! O vago o vado a fondo…

Che rumore fa

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negrita1

negrita2

Cazzo ragazzi… da quanto tempo. Era Fossano, era il 3 dicembre 2005, era il loro 649° concerto.

Ragazzi, fateci godere.

Il libro in una mano, la bomba nell’altra

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La porpora è un manto
di gloria e di vanto,
sul petto una croce
con sopra il suo Santo…
“Non m’immortalate!”
diceva il suo canto,
“Non mi sbandierate!”,
gridava il suo pianto.

Negrita – “Il libro in una mano, la bomba nell’altra”

Negrita @ Palasport, Fossano

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Alcuni concerti nascono sotto una buona stella. Tipo, giusto per iniziare bene, vengono organizzati ad una manciata di chilometri da casa (Fossano). Giusto per continuare bene, capita anche che la temuta attesa davanti al palazzetto si tramuti in una molto piu’ confortevole attesa dentro il palazzetto. La degna conclusione e’ chiaramente un posto sotto il palco, centrale. A parte un omaccione con una pelata degna di Galliani ed altri due ragazzi sulla sinistra, direi che sono completamente accerchiato da donne… oh, ma e’ possibile che i chitarristi solisti debbano sempre essere idoli del genere femminile?
Abbasso Drigo! :-)

Si inizia….Hey, Negrita!, e Sex in versione “Brazil“… neanche il tempo di scaldarsi e mi ritrovo letteralmente sotto una pioggia di birra…. oh, si, ecco perche’, c’e’ Transalcolico!!!!
Il concerto procede alla grande, il set acustico e’ leggermente ridotto rispetto a due settimane fa…. c’e’ molta voglia di fare casino, forse per sfogarsi del tempo decisamente schifoso (neve e nebbia, tanto per gradire)….

… nel marasma piu’ totale, si distinguono tre personaggi:
- il pelato di cui sopra, che cerca di tacchinarsi una delle ragazze intorno a me (con risultati decisamente scarsi, direi)
- il cantante dei Simpy Red
- un uomo chiamato “Sudore”, con tanto di maglietta senza maniche e braccia talmente umide da farlo sembrare uscito da un tuffo in una piscina di olio extravergine.

Cose da pazzi.

Poi arriva il momento di “Sale“, e questa volta la dedica e’ per Cesare Previti… decisamente attapirato….

Alla fine del concerto, c’e’ ancora tempo per un piccolo regalo al pubblico, che e’ stato decisamente strepitoso (come ad Alba, come a Torino, un degno pubblico per un bellissimo concerto): “Il branco“.

Lode al branco omologato
e atrocemente consapevole

Con tanto di avvertimento: “Occhio, perche’ ci stanno prendendo per il culo…. Tutti“.

Ecco la scaletta (all’incirca…)

1 Ehi! Negrita
2 Sex
3 Transalcolico
4 L’uomo sogna di volare
5 Ho imparato a sognare
6 Il mio veleno
7 In ogni atomo
8 Greta
9 Set Acustico:
1. Tutto bene
2. Lontani dal mondo
3. Negativo
10 Sale
11 Bambole
12 Cambio
13 Hollywood
14 Mama Mae’

BIS
15 Magnolia
16 Rotolando verso Sud
17 Alzati Teresa
18 A modo mio

Alla fine del concerto i docs suonano “Il Branco”, fuori scaletta.

Vi prego. Ancora una data, ancora una….

Negrita @ PalaRuffini, Torino

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Ogni volta che parlo di un concerto dei Negrita, rischio di ripetermi: uno spettacolo. Non so come, ma c’e’ sempre qualcosa di “meglio” rispetto alla volta precedente. Questa volta potrei dire che di “meglio” c’era l’intensit?, o l’atmosfera da “prima serata”, o il dialogo con le prime file… oppure la dedica di Sale, a tutto il consiglio dei ministri, ed il trittico Sale – Bambole – Il mio veleno, energia allo stato puro, ribellione urlata in faccia al mondo. Momenti in cui ti viene in mente la rabbia delle banlieu… e se anche noi (che tutto sommato un lavoro ed una casa ce l’abbiamo) riusciamo a comprendere il loro disagio… beh, allora qualche cosa da cambiare in questo mondo c’e’ davvero. E spero che le prossime elezioni siano almeno per noi un “vote for change”. Un cambio radicale di mentalità… una tabula rasa nei confronti di politici che non rappresentano niente e nessuno a parte i loro interessi.

Ad ogni modo…ecco la scaletta del concerto:

1 Ehi! Negrita
2 Sex
3 Transalcolico
4 L’uomo sogna di volare
5 Ho imparato a sognare
6 Cambio
7 In ogni atomo
8 Greta

9 Set Acustico:
1. Tutto bene
2. Lontani dal mondo
3. Welcome to the world
4. Il Branco
5. Negativo

10 Sale
11 Bambole
12 Il mio veleno
13 Hollywood
14 Mama Mae’

Bis
15 Magnolia
16 Rotolando verso Sud
17 Alzati Teresa
18 A modo mio

PS: si replica… sabato 3 a Fossano!