per aver ospitato una fantastica Olimpiade. Per avermi fatto ricordare con gioia Torino 2006, le sue pazze notti Olimpiche, la gioia di essere al centro del mondo per un paio di settimane.
Ci hai fatti stare male, togliendo la vita a un ragazzo che stava vivendo il proprio sogno. Forse sarebbe stato giusto fermarsi, anche solo per un giorno…
Ci hai riportati in pista, perchè avevi tanto da darci. Mi hai fatto scoprire il fascino dello snowboard, cross e half pipe. Posso dire di aver visto Shaun White volare, anche se solo dalla TV. Ci hai fatto scoprire per l’ennesima volta che Sky è l’unico mezzo in grado di farcele vivere davvero, queste Olimpiadi.
Grazie per le fantastiche sfide tra Vonn, Mancuso e Riesch. Splendide!
Non poteva esserci un finale più incredibile. Sabato le lacrime agli occhi per il Razzo Razzoli. Ieri una fantastica finale di hockey, overtime compreso.
C’e’ voluto Neil Young per spegnere la fiamma. Long way you run…
Affascinanti e strane, le Olimpiadi. Si svolgono al di fuori dello spazio e del tempo, e vivono di leggi proprie. Legge numero uno: i comportamenti antisportivi si pagano.
Italia – Camerun è stata una farsa. Loro per qualificarsi, noi per evitare il Brasile. Missione riuscita, abbiamo pescato il Belgio. La signora Olimpia, scandalizzata da questi giochetti, entra in campo nelle gambe dei giovani belgi e contribuisce al 3-2. Ciao ciao medaglia d’oro. I telecronisti allibiti e ben poco Olimpionici lamentano le perdite di tempo dei nostri avversari ed un arbitraggio sfavorevole. Con che coraggio? Proprio loro, voltagabbana da medaglia d’oro, due mesi fa esortavano l’Olanda (già qualificata) a battere la Romania per onorare gli Europei di calcio. Proprio loro, due giorni fa facevano spallucce e ridacchiavano dopo lo scempio contro il Camerun.
Sinceramente, mi fa godere molto di più il bronzo di Vezzali – Granbassi – Trillini e Salvatori che qualunque nazionale di calcio olimpica.
Io sono di parte, non faccio testo… eppure il concerto di ieri sera e’ stato magnifico. Nella futuristica Piazza Castello in versione “Medals Plaza”, davanti a migliaia di persone, il Principe e la Banda hanno dato veramente il meglio, regalandoci un concerto memorabile, per intensità e per la bellezza dei pezzi scelti per la serata.
Si e’ iniziato con i classici, La leva calcistica, Titanic e (a sorpresa) L’abbigliamento del fuochista, giusto per far capire che questa sara’ una serata di classici e non una data-zero del tour di Calypsos.
Con “Il panorama di Betlemme” arriva una piacevole ventata di rock, alla Mellencamp. Alla fine del concerto, le canzoni tratte da “Pezzi” saranno solo due, questa e Numeri da scaricare. Sono rimasto impressionato dalla durezza dello sguardo di Francesco su “puoi anche non guardare, ma non e’ possibile che non vedi“. Da brividi.
L’apoteosi del concerto per me e’ coincisa con il finale della prima parte del concerto, quando una di fila all’altra sono arrivate La donna cannone, Rimmel (in versione rockeggiante), Compagni di Viaggio… e poi La storia e L’agnello di Dio.
Insomma, non avrei potuto chiedere niente di meglio, niente. Evviva la Torino paralimpica, evviva il Principe!
La scaletta:
01) La leva calcistica della classe ’68
02) Titanic
03) L’abbigliamento di un fuochista
04) Il bandito e il campione
05) Il panorama di betlemme
06) Alice
07) Numeri da scaricare
08) Ti leggo nel pensiero
09) Compagni di viaggio
10) Dr. Dobermann
11) Niente da capire
12) La donna cannone
13) Rimmel (Arr. Rock)
14) Generale
15) L’agnello di Dio
16) La storia
17) Buonanotte fiorellino
Il tutto per piu’ di un’ora e mezza di concerto… giu’ il cappello!
…and now, ora che si e’ appena conclusa la cerimonia di apertura.
Una cerimonia veramente splendida, emozionante in quasi tutti i suoi passaggi, dalla lettura di Dante all’inno italiano cantato da una bambina, dalle movenze feline di Roberto Bolle all’emozione di Carolina Kostner… per concludere con il sorriso di Stefy Belmondo, a cui nessuno ha potuto togliere l’onore di accendere simbolicamente il braciere olimpico.
Ok, in due ore e mezza mi sono rimangiato tutto lo scetticismo sulle Olimpiadi “sotto casa”.
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