Da sports.it: Il centrocampista del Chievo Franco Semioli ha le idee chiare per il suo futuro. Proprio oggi su alcuni quotidiani nazionali il suo nome è stato accostato alla società giallorossa. “Non vorrei andare alla Juve e sentirmi inosservato perchè io voglio giocare e secondo me l’ipotesi della Roma sarebbe perfetta ed esalterebbe le mie qualità soprattuto con questo modulo”. “Non ho avuto contatti con la dirigenza ma so di un certo interessamento – ha detto il giocatore – indubbiamente venire alla Roma sarebbe l’apice della mia carriera“.
Cufrè: “La Juve? E’ venuta a Roma a rubare la partita”. Totty: “Ci abbiamo provato in tutti i modi ma era difficile vincere giocando in 11 contro 14. L’arbitro ha condizionato la partita. Bastava ammonire qualcuno nei primi 10 minuti per far cambiare tutto”. “Il mio non e’ vittimismo” aggiunge lo stesso giocatore – mi attengo solo ai fatti. Ancora oggi sono orgoglioso del mio unico scudetto vinto con la Roma, conquistato meritatamente. Conosco solo quel modo di vincere, con lealta’ e trasparenza“.
Forse ricordo male, ma l’unico scudetto vinto dalla Roma in tempi recenti (ovvero in seguito alla costruzione del Colosseo) e’ stato macchiato dai Rolex regalati da Sensi agli arbitri, e dalla magnifica legge pro-Nakata approvata 2 giorni prima di Juventus – Roma.
Servono commenti? Facciamo parlare l’immagine che piu’ di tutte descrive la partita di sabato sera:
“lealta’ e trasparenza”
Che dire… mi echeggia in mente il ricordo di un magnifico striscione degli ultr? laziali in un derby di qualche anno fa…. Sba, ricordi?
Sono veramente ridicoli, questi “romanisti”. Si consumano le corde vocali per una settimana, innescando ridicole polemiche, sprecando insulti verso ex-giocatori (Emerson, Zebina) ed ex-allenatori (Capello)… Forse la partita di ieri sera avrebbero dovuto giocarla al Colosseo, viste anche le entrate criminali di Dacourt e le manate di Cufre’ e le scimmiate di Totti. Totale espulsi della AS Roma: ZERO.
E poi, sempre questi buffoni, si abbandonano a sterili polemiche verso l’arbitraggio a loro avviso “di parte”… Pare assurdo, ma forse l’unica persona di questa societa’ degna di essere paragonata ad un essere umano e’ proprio Cassano, l’unico a riconoscere i meriti umani e sportivi degli ex.
Un capitolo a parte se lo merita il giocatore che secondo i giornalisti e’ il simbolo dell’Italia calcistica nel mondo, ovvero Francesco Totti. Un giocatore dalla classe cristallina, quando gli avversari si chiamano Reggina, Atalanta, Livorno e compagnia bella. Dalle mie parti, si usa credere che un “campione” vero sia un giocatore in grado di essere leader anche, e specialmente, nei momenti di difficolta’, nei momenti in cui la pressione fa saltare i nervi. Dalle mie parti, Totti viene definito un “bulletto”.
Giu’ il cappello davanti alla Juve, giu’ il cappello davanti ad Alex Del Piero, Signore fuori e dentro il campo.
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