WWDC 2010 – Day One

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La Worldwide Developer Conference di Apple ha un fascino molto particolare, ma questo l’avevo già capito l’anno scorso dopo pochi minuti. Quello che non avevo ancora compreso a fondo, evidentemente, era l’entità di quello che chiamerei “il fascino della mela”: un incantesimo che in eventi importanti come questi rivela tutta la propria potenza.

Il mago a cui si deve questo incantesimo è lui, Steve Jobs. Steve, per tutti. Il keynote, la sua presentazione, oggi è iniziato alle 10. Alle sei di mattina, ben quattro ore prima, la coda di persone in attesa davanti all’ingresso occupava tre lati del Moscone Center, che proprio piccolo non è. Come lungamente previsto, il keynote di oggi è stato incentrato solo su un oggetto, iPhone 4. A parte il nome, di questo oggetto si sapeva praticamente tutto: il design (grazie alla vicenza Gizmodo), le caratteristiche hardware, il sistema operativo, il periodo in cui sarebbe uscito sul mercato. Alcuni blogger si chiedevano che senso avesse, questo keynote.

Avevano fatto i conti senza il Jobs.

Perchè appena questo genio di uomo è salito sul palco, con la sua voce non propriamente possente e la camminata da sfigato, tutto il pubblico presente in sala si è alzato in piedi per tributare una standing ovation e per dire “Bentornato a casa, Steve”. Ed è stato subito chiaro che tutti eravamo lì, svegli da ore, proprio per vedere Lui. Per essere partecipi di un momento in cui gli occhi di tutto il mondo tecnologico erano rivolti verso il Moscone Center, verso Steve e verso la nuova creatura della Mela morsicata.

Il confronto con la Google I/O conference di un paio di settimane fa sorge spontaneo e immediato. Il primo pensiero dopo il keynote è stato che chiunque può essere bravo a fare una presentazione chiara e interessante (ad esempio Vic Gundotra di Google). Non da chiunque invece è la capacità di essere leader. La demo di Google TV è stata pesantemente danneggiata da problemi relativi al Bluetooth (troppi device in troppo poco spazio), Apple ha avuto problemi con le reti WiFi (pur utilizzando una rete privata per le demo). Gundotra ha supplicato gli spettatori di spegnere il Bluetooth dei propri terminali, Steve ha imposto a tutta la sala di chiudere i portatili e di disconnettersi dalla rete WiFi. Nel giro di 30 secondi non c’era più un MacBook/iPad/iPhone acceso, e un povero ritardatario in prima fila è stato fulminato con uno sguardo da Steve che a denti stretti diceva “don’t worry, I have time”.

Le caratteristiche di iPhone 4 ormai saranno note e stranote a tutti, ma ne riporto alcune per completezza. iPhone 4 è un vero major upgrade rispetto al 3GS: schermo con retina display (326px per inch) che fornisce una incredibile resa grafica di testo e immagini. Fotocamera da 5mp con sensore di dimensioni immutate (migliore qualità) e capacità di registrare video in HD (720p, 30fps).
Antenna embedded nella struttura in acciaio e supporto per le microsim. Disponibile in Italia a luglio.

Jobs ha presentato alcune ricerche di mercato di Nielsen e di un altro ente per dimostrare che negli us il 28% del mercato mobile è di Apple (8% è la fetta di Android). Inoltre Apple, pur essendo un newcomer, prevede di conquistare il 48% del mercato US per advertising mobile per la seconda metà del 2010: si parla di $60M su $125 ($250M giro totale d’affari previsto per il 2010).

Safari 5 è già disponibile online: http://www.apple.com/safari. Ormai sul Mac Safari e Chrome si sfidano ad armi quasi pari (questione di millisecondi sui benchmark Javascript, stessa gestione delle extension) mentre Firefox sembra un passo indietro (troppo lento!).

Ah, l’iPad senza WiFi è veramente triste… ma quando la connessione funziona diventa un oggetto davvero fondamentale in eventi di questo tipo in cui non c’e’ possibilità di ricaricare la batteria del portatile!

AdBlock per Safari 4!

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Una piccola segnalazione per gli amici amanti della mela morsicata e di Safari 4. Anche questo bistrattato browser può beneficiare di AdBlock, un plugin che utilizza le liste di AdBlock Plus per filtrare banner pubblicitari o elementi indesiderati della pagina.

Android SDK

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L’SDK di Android è stato rilasciato nella serata di ieri (http://code.google.com/android/download.html). Come nel caso di RIM, l’SDK permette lo sviluppo di applicazioni Java, e ad una prima occhiata mi sembra che le API fornite agli sviluppatori siano molto ispirate a quelle del Blackberry (sarà un caso?).

Le feature offerte da questo SDK sono:

  • Application framework: enabling reuse and replacement of components
  • Dalvik virtual machine: optimized for mobile devices
  • Integrated browser: based on the open source WebKit engine
  • Optimized graphics powered by a custom 2D graphics library; 3D graphics based on the OpenGL ES 1.0 specification (hardware acceleration optional)
  • SQLite for structured data storage
  • Media support for common audio, video, and still image formats (MPEG4, H.264, MP3, AAC, AMR, JPG, PNG, GIF)
  • GSM Telephony (hardware dependent)
  • Bluetooth, EDGE, 3G, and WiFi (hardware dependent)
  • Camera, GPS, compass, and accelerometer (hardware dependent)
  • Rich development environment including a device emulator, tools for debugging, memory and performance profiling, and a plugin for the Eclipse IDE

Mi sembra un buon inizio… Tra l’altro il WebKit non è altro che il framework utilizzato per molte famose applicazioni per Mac OS X: Safari (!), Mail, Dashboard (!!!).

Per quanto riguarda il S.O., Android come prevedibile si affida a Linux, con kernel della famiglia 2.6:

Android relies on Linux version 2.6 for core system services such as security, memory management, process management, network stack, and driver model. The kernel also acts as an abstraction layer between the hardware and the rest of the software stack.