Vero, devo ricordarmi di pagare il rinnovo dell’hosting. Vero, come ogni anno mi chiedo se ne valga la pena di spendere soldi per un blog che aggiorno saltuariamente. Purtroppo non ho lo charme delle bloglet, o forse la “blogosfera” non ha bisogno dell’ennesimo tecnofan juventino.
Santo cielo, la blogosfera.
Che nome idiota. Un tempo era più facile, c’era IRC e c’erano gli altri: fregandosene degli altri, restava abbastanza tempo da dedicare alla rete. Adesso no, adesso se vai al cesso devi twittarlo. Se organizzi un evento, dev’essere su Facebook. Se protesti contro Berlusconi, dev’essere su Friendfeed. Guai a chi sbaglia il post. Scusate, il posto.
Che poi adesso la moda è già andata oltre. Adesso le bloglet – per elevarsi nell’immenso iperUranio delle bloglet – devono chiuderlo il blog. Rest in peace.
E non sei niente, ma fai di tutto…
…per sembrare qualcosa.
Tanto per andare controcorrente, questo blog non chiude.
Tanto per andare controcorrente, questo blog continuerà a essere aggiornato molto saltuariamente, o meglio… quando ne avrò voglia.
Punto Informatico presenta una nuova feature di Loopt versione iPhone. Loopt è un’applicazione di mobile social networking, molto diffusa negli USA (da noi non è disponibile).
Tra pochi giorni aprirà un trial in collaborazione con AT&T per offrire la funzionalità “always-on” agli utenti iPhone: i 5000 partecipanti potranno aggiornare la loro location anche quando l’applicazione Loopt non è in esecuzione. Chiaramente questa feature non è realizzata sul device (iPhone OS non permette a nessuna applicazione di terze parti di girare in background) ma tramite localizzazione di rete.
Q: How accurate are the location updates and how often will they occur? A: Location accuracy can vary from a few hundred yards to a few miles depending upon the distance to the nearest cell tower. Updates usually occur once every 1 to 2 hours.
E’ interessante anche il prezzo, flat rate da $3.99 al mese:
Q: How much does it cost? A: Once you are admitted, your first 14 days of service are FREE! Standard data and messaging charges apply. If you do not cancel prior to the end of the free 14 days, you will automatically be subscribed and charged $3.99 per month thereafter unless you cancel service.
Da qualche settimana, complice Sba, ho cominciato a utilizzare in modo costante il mio account FF, creato all’incirca un anno fa (su FB esistevo almeno dal 2007).
Prima dell’invasione italiana, FB non era altro che “l’ennesima iscrizione a un sito fatta senza un perchè”. Poi è arrivata l’era della ricerca spasmodica delle persone che per un motivo o per l’altro avevo “perso”. Poi, l’era del “ti taggo” (storpionimo di “te tagghiu”). Oggi uso Facebook per fare i simpatici top5 di LivingSocial e per scambiare qualche messaggio, o per curiosare le foto altrui.
Posso senz’altro dire che l’impatto più grosso di FB sulla mia vita digitale ha riguardato proprio questi ultimi due aspetti: foto e messaggi.
Il pregio più grosso di Facebook è stato quello di trasformare un’attività noiosa – il taggare le foto – in un’attività sociale. Il passaggio da SMS / email a messaggio IM è dovuto a fattori economici: se sono sicuro che la persona a cui voglio scrivere si collega spesso, tanto vale risparmiare qualche centesimo e scrivere su FB. In linea di massima scrivo SMS a Fede, ai “non-facebookiani”, oppure quando è importante che il messaggio sia letto in fretta. Oppure per i compleanni di persone “importanti”. Nel mondo di Facebook, un SMS al posto di un messaggio è anche sinonimo di maggiore “considerazione”. Triste ma vero.
Friendfeed per me è il complemento di FB. Friendfeed è, per natura, orientato al far comunicare persone che non si conoscono, ma che condividono interessi comuni: voglia di cazzeggiare, voglia di comunicare, voglia di uscire dalla quotidianità per confrontarsi con il mondo. Digitale, si intende. Se posso dire di conoscere la stragrande maggioranza dei miei contati FB, su FF è l’esatto opposto. Interagisco con estranei, con persone che vado a conoscere commento dopo commento, like dopo like. Hide dopo Hide. Friendfeed è, lasciatemelo dire, quell’evoluzione del (Not Yet) Free Thinking che io e Sba provavamo a diffondere ai tempi di NYFT.
Grazie alla nuova interfaccia (a me piace, ma è stata ampiamente criticata), collegarsi a FF è l’equivalente di tuffarsi in mezzo a Via Garibaldi il sabato pomeriggio, senza freni inibitori. Si colgono brandelli di conversazione, si prova a intervenire, si riconoscono gli immancabili Narcisi e gli immancabili so-tutto-io.
Si scoprono le cose più disparate e si scarta tantissimo rumore.
Ultimi Commenti