Oggi grande manifestazione a Torino, contro il G8 dell’Università. Per cosa si protesti, non sono ancora riuscito a capirlo.
Spero che oggi non sia il giorno di un altro Giuliani. Spero che sia il giorno di dieci, cento Giuliani. Spero che ci siano mazzate da orbi per questi “manifestanti” che girano armati di estintori, petardi e sanpietrini.
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NE-GRI-TA! Ancora una volta il loro ciclone si abbatte su Torino e riempie un Palastampa/Mazdapalace strapieno. Le sonorità sud-americane sono ormai entrate a far parte del sound dei Negrita, ed è un cambiamento che potrà piacere o meno. A me piace: oggi i Negrita non sono solo uno dei tanti gruppi rock italiani, ma piuttosto una piacevole certezza. Radio Zombie è stato il culmine del percorso “rock”, un vero e proprio capolavoro. Avrebbero potuto sfornarne cloni ogni due anni, invece hanno avuto il coraggio e la capacità di intraprendere un percorso di esplorazione musicale che ci ha regalato L’uomo sogna di volare e questo scatenato Helldorado.
…Ma si sa che la routine non si sposa al rock’n'roll…
Tu lo sai come appagarmi, tu lo sai come funziona…
Sei Grazia e sei Regine di ‘sto Re senza corona…
Ma cherie! Per sempre Giramundo…
Cherie! O vago o vado a fondo…
… si vede dal mattino, allora non posso che pregare affinchè il 2009 fili via di corsa. Poveretto, questo 2009. E’ appena iniziato e già tutti si augurano che passi in fretta, come se l’ingresso nel prossimo decennio fosse in grado di spazzare via tutti i problemi che ci tormentano.
In effetti, un anno che inizia con le offensive di israele (volutamente minuscolo) contro la striscia di Gaza deve scatenare qualche riflessione profonda. 70 anni hanno seppellito il ricordo della Notte dei Cristalli, ed ora il presuntopopolo eletto gioca alla guerra nei panni del cattivo. Inquietante davvero.
Come se non bastasse, per me è iniziato con febbre e raffreddore. A Monaco.
Ecco, torno nel mio piccolo, nel mio giardino. Un anno che inizia è sempre un ottimo stimolo per qualche riflessione sull’anno appena passato. E parlare del 2008 per me è facile, visto che – letteralmente – il mio 2008 si divide in due periodi: prima e dopo il Matrimonio, prima e dopo il 3 Maggio. I primi cinque mesi dell’anno sono stati quasi interamente dedicati alla preparazione del Grande Giorno… e l’elenco delle cose da fare era davvero impressionante. Il 3 Maggio, si è chiusa l’epoca “io” e si è aperta l’epoca del “noi”. Il Dopo, a dirla tutta, è stato dominato da Torino, a cui ormai Noi siamo legati a doppio filo. Abbiamo avuto la nostra Cuneo, e l’avremo con noi per sempre, ed ora è giusto avere la nostra Torino. Ingiustamente snobbata (e forse inconsciamente invidiata) dal resto dell’Italia, penso che Torino abbia la possibilità di trainare l’Italia al di fuori della crisi, se saprà rimboccarsi le maniche e tenere duro. Ma questo noi piemontesi lo sappiamo fare bene.
Visto che parliamo di lavoro… il 2008 lavorativo è stato il classico anno di transizione. Dovessi fare la parafrasi di questa definizione, direi che “anno di transizione” significa che non ho ancora ben chiaro cosa farò da grande, ma che ho avuto quotidiani esempi di cosa non voglio diventare. Nel frattempo, sono arrivati il MacBook e l’iPhone 3G, ovvero una bella skill in Objective-C da mettere in curriculum.
I più attenti avranno notato che non ho parlato del giorno del Matrimonio e dei miei propositi per il 2009. Non si tratta di una svista, ma di una precisa scelta: non mi va di imbrattare preziosi byte con buoni propositi che notoriamente costituiscono la pavimentazione della strada verso l’Inferno. Il secondo motivo è ancora piu’ semplice: in entrambi i casi si tratta di pensieri talmente evidenti, che possono sfuggire soltanto a chi non mi conosce davvero.
NOTIZIE - (notizie dal sito www.nimbus.it) Tra domenica 14 e lunedì 15 dicembre sono attesi 100-150 cm su tutto il settore montano, su alcuni settori quantità anche superiori che cadranno sotto forma di neve per tutto l’evento oltre gli 800 m (con 100-150 cm di neve fresca). Al di sopra di tale quota è quindi attesa una quantità di neve fresca imponente, anche superiore al metro, che si aggiungerà a quella già presente. Tra i 500 e gli 800 m la precipitazione potrebbe avvenire in parte sotto forma di neve, in parte sotto forma di pioggia. In pianura la precipitazione avverrà in gran parte sotto forma di pioggia, ma non è esclusa una temporanea fase nevosa sul Cuneese. Sulla pianura potrebbero accumularsi tra 50 e 100 mm. Si prospetta dunque una situazione molto critica per Cuneese, Torinese, Valle d’Aosta orientale, Biellese, Astigiano e Alessandrino, sia per gli ingenti apporti di neve dalle quote prealpine, sia per gli apporti pluviometrici che eleveranno in modo sensibile le portate della rete idrografica a quote di pianura, con rischio di esondazioni. Il rischio di valanghe già elevato è destinato ad aumentare ulteriormente.
Quando a Torino nevica, sorrido. Gli impavidi automobilisti che sfrecciano ai 150 all’ora con sole e pioggia si trasformano immancabilmente in lumache da 20 all’ora. Con mezzo millimetro di neve per le strade. Sarò fissato, ma le gomme da neve d’inverno sono d’obbligo… non è mica Catania!
Sarà anche che il torinese vero (ormai specie in via d’estinzione, come i panda) si alza, guarda fuori dalla finestra, vede la neve e…
se può rimanere a casa pensa: “Boja faus”. Ed apre una buona bottiglia di Barbera, per scaudese ‘n poc;
se deve uscire pensa: “Criste ‘d na Madona”. Prende il paltò e sale sulla filovia.
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