Left & Right

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Tra pochi giorni (21/11, Foligno) partirà il tour teatrale di Francesco de Gregori. Finalmente.

Tour de Gregori

La tappa di Torino sarà al Teatro Regio lunedi’ 4 febbraio, imperdibile occasione di vedere il Principe in una inedita (almeno per me) veste teatrale… mi immagino già l’atmosfera compassata e le sue canzoni che risvegliano fantastiche emozioni…

Campioni del Mondo!!!

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Come 24 anni fa, nel momento piu’ buio del calcio italiano sputano fuori questi ragazzacci e regalano il sogno piu’ bello al nostro Paese: la Coppa piu’ bella, la piu’ amata, la piu’ dolce.
Quando Materazzi gioca bene, segna e si fa tirare una testata da Zidane… quando Bubu’ para l’imparabile… quando Trezeguet sbaglia l’ennesimo rigore decisivo (vedi Manchester)…

Ero sicuro che avremmo vinto, ma non mi sarei mai immaginato un finale cosi’ al cardiopalma. E nemmeno mai potrò dimenticare le immagini della festa, il centro di Torino pieno fino all’inverosimile, corsi, vie, strade e stradine stracolme di gente e di tricolori.

Una data da incorniciare, già solo perchè e’ stata la prima volta in cui ho festeggiato una vittoria calcistica con quel granataccio di Fabio, prima volta e molto probabilmente ultima.

Ed ora ridateci la Gioconda….

La frase del giorno

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Piazza Castello, 26 giugno 2006… 19.30 circa.

“A forza di sorridere c’ho una paresi alle gengive”.

L’autore per ovvi motivi preferisce rimanere anonimo.

Il mondo di frutta candita

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Non sono ancora impazzito, tranquilli. E’ solo che devo ringraziare questo album di Gianni Moranti (…e Google) per aver vinto 2 inviti per la puntata di Storytellers (vedi) di ieri sera, puntata incentrata su Ivano Fossati.
Non che io sia un grande conoscitore della sua musica, anzi… le poche cose che conosco di questo autore riguardano l’ultimo album, “L’arcangelo”, e pochissimo altro. Poco male, ci sono andato veramente volentieri!

Devo veramente fare i complimenti ad Mtv.it ed a Telecom Italia: per la scelta della location (il Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino), e per il format del programma: canzoni inframmezzate dalle brillanti domande di Paola Maugeri… il tutto in una atmosfera signorile e raffinata, che mi ha anche permesso di fare una figurona con Fede :-)

In un periodo in cui sparare a zero sulla Telecom e’ ormai il secondo sport nazionale (il primo e’ pur sempre tirare m***a sulla Juve), eventi come questo non fanno che riconciliare con questa azienda storica del panorama italiano. Dopo tutto, l’unica critica che le si puo’ muovere e’ quella di avere come Presidente un personaggio inviso a Beppe Grillo!

(Oh, meglio se anticipo qualche commento aggiungendo una breve parentesi. Innanzitutto stimo Beppe Grillo, pero’ secondo me ha il vizio di accanirsi un po’ troppo violentemente contro le cose che gli stanno sullo stomaco, vedi Tronchetti.
Seconda cosa: non sono cosi’ tanto convinto che T.I. sia l’unico male del mondo delle telecomunicazioni. Anzi, non sono assolutamente convito che sia un “male”. Qualcuno si e’ mai preoccupato di fare i conti in tasca anche alle aziende concorrenti?)

De Gregori… e la notte paralimpica

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Io sono di parte, non faccio testo… eppure il concerto di ieri sera e’ stato magnifico. Nella futuristica Piazza Castello in versione “Medals Plaza”, davanti a migliaia di persone, il Principe e la Banda hanno dato veramente il meglio, regalandoci un concerto memorabile, per intensità e per la bellezza dei pezzi scelti per la serata.
Si e’ iniziato con i classici, La leva calcistica, Titanic e (a sorpresa) L’abbigliamento del fuochista, giusto per far capire che questa sara’ una serata di classici e non una data-zero del tour di Calypsos.
Con “Il panorama di Betlemme” arriva una piacevole ventata di rock, alla Mellencamp. Alla fine del concerto, le canzoni tratte da “Pezzi” saranno solo due, questa e Numeri da scaricare. Sono rimasto impressionato dalla durezza dello sguardo di Francesco su “puoi anche non guardare, ma non e’ possibile che non vedi“. Da brividi.

L’apoteosi del concerto per me e’ coincisa con il finale della prima parte del concerto, quando una di fila all’altra sono arrivate La donna cannone, Rimmel (in versione rockeggiante), Compagni di Viaggio… e poi La storia e L’agnello di Dio.

Insomma, non avrei potuto chiedere niente di meglio, niente. Evviva la Torino paralimpica, evviva il Principe!

La scaletta:
01) La leva calcistica della classe ’68
02) Titanic
03) L’abbigliamento di un fuochista
04) Il bandito e il campione
05) Il panorama di betlemme
06) Alice
07) Numeri da scaricare
08) Ti leggo nel pensiero
09) Compagni di viaggio
10) Dr. Dobermann
11) Niente da capire
12) La donna cannone
13) Rimmel (Arr. Rock)
14) Generale
15) L’agnello di Dio
16) La storia
17) Buonanotte fiorellino

Il tutto per piu’ di un’ora e mezza di concerto… giu’ il cappello!

the passion lives here….

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…and now, ora che si e’ appena conclusa la cerimonia di apertura.

Una cerimonia veramente splendida, emozionante in quasi tutti i suoi passaggi, dalla lettura di Dante all’inno italiano cantato da una bambina, dalle movenze feline di Roberto Bolle all’emozione di Carolina Kostner… per concludere con il sorriso di Stefy Belmondo, a cui nessuno ha potuto togliere l’onore di accendere simbolicamente il braciere olimpico.

Ok, in due ore e mezza mi sono rimangiato tutto lo scetticismo sulle Olimpiadi “sotto casa”.

The passion lives here…

Torino – Strasbourg – Frankfurt – Torino

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Oh, il mio povero fegato…

Nonostante le mie frequenti visite in terra di Germania, fatico ancora ad abituarmi al modo di mangiare di questi tedeschi: carne su carne, fritto su fritto, salsine su salsine… l’unica cosa che va giu’ senza fare troppo danno e’ la birra, che ha dei prezzi veramente invitanti.

Questa volta pero’ ho toccato il fondo. Immaginate una frittella di patate (e cipolle, ma questo non era possibile saperlo, prima dell’assaggio), untissima e bollente. Immaginate di mangiarla insieme ad una fresca cremina di mele. Finche’ la frittella e’ bollente, non si sentono le cipolle… poi viene lo schifo in gola, e ci si rende conto che lo stomaco sar? impegnato per qualche ora nel difficile tentativo di digerire questo strano accostamento di sapori, seppur innaffiato da una cospicua quantit? di dunkel Bier.

Cosa raccontare di questa quattro giorni a Frankfurt?

Innanzitutto, andrebbe detto che per arrivare a destinazione, passando da Strasbourg, sarebbe opportuno evitare il traforo del Monte Bianco, giusto per evitarsi un paio d’ore di coda (camion bloccato) ed una strada (N506, che tu sia maledetta!) che con la sua accoppiata ghiaccio&nevischio ricorda le piu’ ostiche tappe del rally di MonteCarlo. Se qualcuno della zona ha visto passare mercoledi’ sera una comitiva di italiani… beh, eravamo noi! Martigny sembra favolosa, vista dall’alto. Ma andiamo oltre.

I mercatini di Natale. Quale incredibile stereotipo ci fa credere che siano dominati da bancarelle strapiene di addobbi natalizi e presepini? Niente di piu’ sbagliato! Questi tedesconi pensano solo al cibo!!!! Dolcetti di marzapane, frutta ricoperta di cioccolato, Gluhwein, Apfelwein, patate sommerse da salsine innominabili, paninazzi di wurstel e salsiccia, pesce fritto e birra, questo e’ quello che offrono i mercatini di Natale di Frankfurt! E’ il cimitero dei fegati!

Altro appunto di viaggio: gli svizzeri sono antipatici fino al midollo, ti fanno pagare 40 franchi per passare sull’autostrada, non sanno fare il caffe’ e, come se non bastasse, lo fanno strapagare. I tedeschi invece le autostrade le sanno fare eccome (ci sono lunghi tratti a 4 corsie), e non te le fanno pagare manco un centesimo. Peccato per la lingua…

Negrita @ PalaRuffini, Torino

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Ogni volta che parlo di un concerto dei Negrita, rischio di ripetermi: uno spettacolo. Non so come, ma c’e’ sempre qualcosa di “meglio” rispetto alla volta precedente. Questa volta potrei dire che di “meglio” c’era l’intensit?, o l’atmosfera da “prima serata”, o il dialogo con le prime file… oppure la dedica di Sale, a tutto il consiglio dei ministri, ed il trittico Sale – Bambole – Il mio veleno, energia allo stato puro, ribellione urlata in faccia al mondo. Momenti in cui ti viene in mente la rabbia delle banlieu… e se anche noi (che tutto sommato un lavoro ed una casa ce l’abbiamo) riusciamo a comprendere il loro disagio… beh, allora qualche cosa da cambiare in questo mondo c’e’ davvero. E spero che le prossime elezioni siano almeno per noi un “vote for change”. Un cambio radicale di mentalità… una tabula rasa nei confronti di politici che non rappresentano niente e nessuno a parte i loro interessi.

Ad ogni modo…ecco la scaletta del concerto:

1 Ehi! Negrita
2 Sex
3 Transalcolico
4 L’uomo sogna di volare
5 Ho imparato a sognare
6 Cambio
7 In ogni atomo
8 Greta

9 Set Acustico:
1. Tutto bene
2. Lontani dal mondo
3. Welcome to the world
4. Il Branco
5. Negativo

10 Sale
11 Bambole
12 Il mio veleno
13 Hollywood
14 Mama Mae’

Bis
15 Magnolia
16 Rotolando verso Sud
17 Alzati Teresa
18 A modo mio

PS: si replica… sabato 3 a Fossano!

Francesco de Gregori – Live in Torino

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PalaRuffini 23 maggio 2005

Finalmente! Erano due anni che aspettavo questo momento… da quel giorno di fine luglio in cui quasi per caso, grazie a Bart ascoltai Povero me e mi innamorai della musica del Principe. Un concerto a Torino… non potevo mancare!

Come potrei non iniziare parlando della pioggia? S?, ho detto pioggia… quel diluvio che ha lavato da capo a piedi i pochi fedelissimi (tra cui me e Fede) in attesa davanti ai cancelli. Cose che capitano… cose accettabili, se la ricompensa e’ un posto alla transenna, centrali sotto il palco. Un’oretta d’attesa, e poi inizia lo spettacolo.

L’inizio e’ letteralmente “traumatico”… siamo emozionati noi a vedere Ciccio a pochi metri… ed e’ emozionato lui, di fronte al palazzetto stracolmo! Vai in Africa e’ la prima “vittima”, Ciccio cambia almeno una parola per strofa e cosi’ i “pezzi di diossina” diventano “pezzi di eroina”.

Caterina e’ stata un regalo: io e Fe ringraziamo…

Le chicche continuano… dapprima “A p?” e “Atlantide”, da brividi. Francesco e la banda si scaldano come un buon diesel, e dopo le prime 4-5 canzoni cominciano a dar sfoggio di tecnica e di genialit? musicale: “Numeri da scaricare” guadagna molto in questa esecuzione dal vivo.

Arriva poi il trittico di canzoni sulla guerra: Gambadilegno e’ un reduce, davanti a Betlemme un soldato muore dissanguato, mentre qualcun altro sale su un treno mezzo vuoto e mezzo pieno. “E adesso ridammi i miei gradi, restituiscimi il comando, che questa mosca continua a volare, mentre mi sto dissanguando”.

Come gi? al concerto del primo maggio, “La storia” e “Compagni di viaggio” vengono completamente stravolte, in versione rockeggiante… bella la prima, un vero peccato la seconda, divenuta molto simile a “Like a rollin’ stone”… avrei preferito ascoltare la versione acustica di Mix.

Arrivano i grandi classici, poi la chiusura. Brividi a non finire… Ciccio da solo alla chitarra per “Pezzi di vetro”, poi voce e piano per “La donna cannone” (con tanto di dedica a noi li’ davanti… Fede, e’ opera tua?), e gran finale con “Buonanotte fiorellino”. Due ore e un quarto di grandissimo rock!!!

Ecco la scaletta… per quello che mi ricordo :)

01) Vai In Africa, Celestino!
02) Caterina
03) A Pa’
04) Atlantide
05) Tempo Reale
06) L’Aggettivo Mitico
07) Numeri Da Scaricare
08) L’Agnello Di Dio
09) Alice
10) La Leva Calcistica Della Classe ’68
11) La Storia
12) Compagni Di Viaggio
13) Gambadilegno A Parigi
14) Il Panorama Di Betlemme
15) Generale
16) Dr. Dobermann
17) Rimmel
18) Cercando Un Altro Egitto
19) Il Bandito E Il Campione
20) Bambini Venite Parvulos
21) La Valigia Dell’Attore
22) Pezzi Di Vetro
23) La Donna Cannone
24) Buonanotte Fiorellino